Notizie dal mondo dei seminari - 27 AA.VV. Fonte: Gen's 6/2000, pp. 169-172 – https://it.ekklesiaonline.org/gens-2000-6-notizie-dal-mondo-dei-seminari-27/ SIANO a qualche settimana, in molte parti del mondo, i seminari hanno riaperto le porte per un nuovo anno di formazione, mentre i neosacerdoti fanno i loro primi passi nella pastorale. Come sempre, si parte con ottime intenzioni. Finché sogni e buoni propositi si scontrano con qualche inconveniente. E allora di frequente si torna al tran tran quotidiano, al grigiore della routine, alle piccole, e a volte meno piccole, dialettiche che finiscono in dispiacevoli tensioni. Ci si rifugia allora nei libri o, semplicemente, nell’attesa di tempi migliori: il fatidico momento dell’ordinazione, un cambio di parrocchia, un nuovo incarico... Per fortuna, questa è soltanto una parte del panorama: si può anche rompere la routine, lasciarsi alle spalle la logica dell’attesa, costruire qualcosa di meno grigio. Bastano a volte piccoli gesti. Come è stato il caso di Erwin che vive a Dagupan City, nelle Filippine. Di ritorno in seminario, dopo le vacanze, pulisce il dormitorio, prima che gli altri arrivino. I compagni ne sono felici. Nasce uno spontaneo scambio di esperienze vissute durante l’estate e subito si crea un’aria di famiglia. Oppure Jirka, seminarista nella Repubblica ceca. Durante i finesettimana è in parrocchia. Quella volta ha avuto un pomeriggio libero. Mentre dice il rosario, gli viene in mente che potrebbe fare qualcosa di utile per i sacerdoti. Una semplice ora di pulizia dei bagni, e scatta un rapporto più profondo tra lui e il viceparroco. Ma non solo. Dentro di sé avverte una conferma della sua chiamata: “Non sono venuto per essere servito, ma per servire”. In un seminario della Colombia sono in quindici a ritrovarsi per raccontarsi esperienze di Vangelo vissuto. Un giorno guardano insieme il video del Congresso internazionale di seminaristi UNO perché tutti siano UNO. E per loro una spinta a fare qualcosa in più. Mettono allora insieme delle cose da mangiare e le portano ad una famiglia povera. In un altro seminario della Colombia, per guadagnarsi i soldi per un incontro estivo, svolgono qualche lavoretto. Dapprima ciascuno si impegna per sé. Ma poi fanno una cassa comune. Sono in 12. Piccoli gesti, grazie ai quali in molti seminari si passa dal “non ancora” al “già”. Ovvero dall’attesa del giorno X dell’ordinazione all’esperienza concreta ed attuale della presenza di Cristo fra coloro che sono uniti nel suo nome. Presenza che rende fratelli. E che fa sì che il seminario diventi casa. a cura della segreteria internazionale del movimento gens Inizia un nuovo anno Primi PASSI “Aspettavo di trovare una bella stanza” Brasile. Racconta un giovane sacerdote, ordinato da poco: «Arrivando in parrocchia, pensavo di trovare una stanza ben sistemata. Ma c’era per me soltanto un piccolissimo ambiente mal arredato. E sorto in me un senso di tristezza e mi sono detto fra me e me: “Non avevano assicurato che tutto era preparato?”. Non sono riuscito neppure a disfare le mie scatole e valigie. Mentre riflettevo, una voce si è fatta strada in me: “Ma tu, che cosa avevi scelto?”. 6 6 Ci si chiede: ma come è possibile che questa fontana Speranza scorra eternamente, eternamente giovane, fresca, viva... Dio dice: brava gente, ciò non è poi così difficile... Se fosse con acqua pura che essa avrebbe voluto fare fonti pure, non ne avrebbe mai trovato abbastanza in tutta la mia creazione. Ma è proprio con le acque cattive che essa fa le sue fonti di acqua pura. Ed è per questo che non le manca mai. Ma è anche per questo che essa è la Speranza... Ed è il più bel segreto che esista nel giardino del mondo 99 Charles Péguy (da: Le porche du mystère de la deuxième vertu) È cambiata immediatamente la visuale: “Guarda che cosa Dio mi ha preparato!”. Con questo nuovo spirito ho aperto le valigie e con serenità ho messo ogni cosa al suo posto. Prima mi era parso che non sarei riuscito a sistemare quanto avevo portato, ma lasciandomi guidare da Gesù ho trovato posto per tutto e la stanza ha cambiato aspetto. Alla fine mi sono seduto sul letto. Veniva da dire: “Quanto sei grande, Gesù!”. Ed ho rinnovato la mia scelta di lui in croce». (M.R.) “Che senso avrebbe avuto quell'ora di studio?” Italia. Racconta un seminarista del Nord: «Era il giorno delle pulizie. Avevo già sistemato la mia stanza e la cappella e avanzava ancora del tempo. Pensavo di studiare un po’, quando mi sono accorto che un mio compagno stava pulendo l’aula della classe da solo senza l’altro di turno. “Se lo aiuto — ho pensato dentro di me — non farò in tempo a studiare abbastanza. E poi non tocca a me”. Ma anche un altro pensiero si è fatto largo in me ed ha avuto la meglio: che senso avrebbe avuto quell’ora di studio, se qui Gesù mi chiedeva una mano? Il mio compagno è rimasto stupito di ricevere un aiuto. Ma più sorpreso ancora ero io quando il giorno dopo un altro compagno, conoscendo la mia difficoltà nello studio dell’ebraico, si è offerto ad aiutarmi». (S.V.) Ascoltare, comprendere, amare Argentina. Un seminarista ci scrive: «Il vescovo mi ha mandato a stare con un sacerdote che ha da seguire vari villaggi assai distanti l’uno dall’altro. Per la verità, questa convivenza non è facile, perché il sacerdote è abituato ad arrangiarsi nella pastorale completamente da solo. Cerco sempre di nuovo di ascoltarlo, comprenderlo ed amarlo, anche se a volte dice cose che sono un po’ dure per me o dissente da me su questioni che mi sembrano insignificanti. A poco a poco è cresciuto il rapporto fra noi, al punto che egli recentemente mi ha detto: “Ti devo Chiara Lubich Con disinteresse a carità è un amore che viene dall’alto. Dice Paolo: “...l’amore di Dio la è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”. Perciò essa, la carità, è una partecipazione all’“agape” divina. Questa carità, questo amore è spontaneo, è sempre nuovo, trova sempre modi diversi per manifestarsi, non si lascia codificare, inventa soluzioni imprevedibili. Dice ancora l’Apostolo: “...lasciatevi condurre dallo Spirito Santo”. Le sue caratteristiche sono il disinteresse, l’iniziativa, l’universalità, il dono di sé fino al sacrificio. Per amare, il cristiano deve fare come Dio: non aspettare di essere amato, ma amare “per primo”. E poiché non può fare questo verso Dio, perché Dio ama sempre per primo, il cristiano lo attua col prossimo. San Giovanni, dopo aver detto che Dio ci ha amati, non conclude — come sarebbe stato più logico — che, se Dio ci ha amati, noi dobbiamo amarlo in contraccambio, ma dice: “Carissimi, se Dio ci ha amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri”. confidare una cosa: sei il primo seminarista che sta attento a tutto; fai le cose con ordine e non ti fai servire”». (D.E.) “Vivere la comunione trinitaria” Brasile. Alcuni seminaristi del Nordest ci riferiscono dell’inizio del nuovo anno: «AI nostro primo incontro eravamo in sette, al secondo in dodici. Nostro comune proposito è “vivere la comunione trinitaria”. Alla luce di questo motto, al rientro in seminario ci siamo resi conto che nel refettorio mancavano un certo numero di tazze. Il fatto che esse venivano sostituite da bicchieri non sembrava molto soddisfacente. Oltretutto i tavoli in questo modo si presentavano poco armoniosi. Senza dir niente a nessuno, abbiamo dato vita ad una comunione di beni e abbiamo comprato venti tazze per il seminario. Da: Scritti Spirituali / 4, p. 209 Fuori di noi dodici, nessuno è venuto a sapere di dove venivano. Ma tutti ne sono rimasti contenti». (A.J.) Una gioiosa sorpresa Rwanda. Dal seminario maggiore di Kigali riceviamo quest'esperienza: «Avevo messo in ammollo i miei vestiti, per lavarli l'indomani. Il giorno dopo, però, una malattia mi ha costretto a letto. Passando in lavanderia, un compagno ha riconosciuto i miei abiti. Pensava di lavarli, ma poi si è ricordato che doveva prepararsi per un’interrogazione. Giunto in stanza e messosi a studiare, non si è sentito in pace. E tornato allora in lavanderia ed ha dedicato il suo tempo di studio a questo atto di carità. Il giorno dopo l’interrogazione è andata molto meglio del previsto». (E.S.) Ponte fra Cielo e terra È stata ultimata in questi giorni la versione tedesca del videodocumentario “Ponte fra Cielo e terra. Nuova generazione sacerdotale davanti alle sfide di oggi”. Sono disponibili inoltre le versioni in italiano, inglese, Lfrancese, spagnolo, portoghese ed ungherese. Offrendo un ampio ventaglio di esperienze di sacerdoti e seminaristi dei cinque continenti, il documentario è uno stimolo a riflettere su ciò che più vale, sia nei seminari che nell’ambito della pastorale vocazionale. Per prenotazioni: rivolgersi alla Segreteria internazionale del Movimento gens, inviando un contributo spese di 30.000 Lire per la duplicazione e la spedizione. a Chiesa in Venezuela si prepara per celebrare il Primo Concilio Plenario Nazionale. Al centro delle riflessioni sarà la realizzazione della Chiesa-Comunione. Tra i seminaristi si sente la voglia forte di costruire una Chiesa rinnovata all’insegna dell’unità e della fraternità e di incominciare a vivere ciò sin dal periodo della loro formazione. In questo contesto la spiritualità dell’unità ha suscitato promettenti esperienze di comunione in alcuni dei 17 seminari maggiori della nazione. A Caracas un focolarino lavora per la manutenzione ed un sacerdote focolarino fa il professore nel seminario filosofico. La loro testimonianza di gioia e di unità ha colpito i ragazzi. Alcuni di loro ricevono la “Parola di vita” e anche questo notiziario “Perché tutti siano UNO”. Se vuoi comunicarci tue impressioni, esperienze, domande, puoi indirizzarle a: Segreteria internazionale del Movimento gens, c. p. 21, 00046 Grottaferrata (Roma), Italia. Nel seminario di Valencia sulla scia dei “punti dell’arte d'amare” (cf. il n. 15 del notiziario) è nata una corrente di vita che sta pian piano trasformando la comunità. Quest'anno si è tenuta la Mariapoli in quella città e vi hanno partecipato 13 studenti ed il rettore. In seguito a quest'esperienza, che coronava tante altre iniziative svolte in seminario durante i mesi passati, i rapporti tra i seminaristi e con i formatori hanno visto una svolta. Ormai in tutti gli aspetti della vita, dallo studio all’apostolato, si punta di più sulla carità reciproca. Si è stabilito così un crescente clima di famiglia fra tutti. A Merida nelle Ande, 40 seminaristi ed i formatori sono rimasti molto toccati dalla proiezione del videodocumentario “Ponte fra Cielo e terra”, al punto da definire quell’ora passata insieme “un ‘ vero ritiro”. Per tutti, due commenti: “Qui c’è una chiave per non lasciarsi divorare dall’attivismo”. E ancora: “Senza questo amore radicale alla croce non c’è futuro per la vita dei preti oggi”. A Los Teques, una piccola città vicino a Caracas, un sacerdote focolarino è stato invitato a predicare gli esercizi spirituali ai seminaristi. Le varie meditazioni sono state incentrate sull’unità, l’amore reciproco e la vita di comunione. Frutto di questo ritiro: un nuovo progetto di vita per il seminario che mette in luce la formazione alla comunione e la vita di comunità. Per il prossimo futuro nella regione si prospettano due incontri per seminaristi che riproporranno sul posto l’esperienza del Congresso “Gesù crocifisso e abbandonato — ponte fra Cielo e terra” svoltosi nel ’98 a Roma: il primo in aprile in Venezuela, il secondo agli inizi di luglio in Panamà.