Flash di vita · Gen's 3-4/2003, p. 100
Francesco Ballarini
A metà novembre dell’anno 2002, un mercoledì pomeriggio, suona il telefono. Mi risponde una voce quasi soffocata dal pianto. E Silvia, l’incaricata per la parte economica del nostro Centro diurno per ragazzi, la “Casa del Bambino Lourdes”. Piangendo mi racconta che un’ora prima era stata assaltata e derubata di tutti i soldi degli stipendi e degli alimenti del Centro per il mese di novembre.
Nella mattinata era andata in banca a cambiare l'assegno ricevuto dall'Ufficio Provinciale dei minori come contributo alle spese del nostro Centro. Non aveva detto niente a nessuno, nemmeno a suo marito. In banca, in un locale appartato le avevano dato 5.000 pesos (corrispondenti a 1.400 dollari ) tutti in pezzi da 5 pesos. Dopo averli ben contati, discretamente, si era ritirata e si era messa in macchina. Sulla strada di ritorno verso casa, a metà cammino, in una zona un po’ disabitata, una macchina le si avvicina, la stringe e la obbliga a fermarsi. Scende un uomo e con la pistola puntata le grida di consegnargli la borsa che ha sul sedile anteriore. Silvia non fa nessuna resistenza e cosegna tutti i soldi.
Comprendo l’angoscia e lo spavento con cui mi parla al telefono. L'ascolto in un profondo silenzio, poi la tranquillizzo dicendole che l’importante è avere salva la vita e aggiungo con molta convinzione che per i soldi Dio provvederà.
Quando si diffonde la notizia quanti lavorano nel Centro manifestano la loro volontà di rinunciare allo stipendio di quel mese. Durante la messa racconto l’accaduto, preghiamo per chi ci ha provocato questo dolore e tutti insieme chiediamo a Gesù di vegliare sulle nostre vite e sul nostro lavoro.
Il lunedì sera chiama per telefono Martin, un amico che in tutti questi anni ci ha sempre aiutato. Per motivi di lavoro ogni tanto egli deve viaggiare verso gli Stati Uniti. Era rientrato in mattinata da New York e sua moglie l’aveva messo subito al corrente di quanto era successo. Mi rimprovera perché non lo avevo subito avvisato per posta elettronica e mi chiede il numero di conto corrente dove depositare, il giorno dopo, tutto quanto ci era stato rubato. Salutandomi aggiunge: «Ricordati che anch’io mi sento impegnato nel lavoro che fate; tutti i ragazzi che voi aiutate li sento parte della mia famiglia».
Prima di coricarmi sentivo di dire un grazie grande a Dio per questo suo amore così concreto e puntuale. E mi nasceva spontaneo dal cuore la voglia di gridare: «Mio Dio, quanto sei grande!».
Francesco Ballarini
Testo ricavato dalla scansione della rivista: può contenere qualche errore. Per citazioni fa fede la rivista stampata («Leggi sulla rivista»).
Sommario di Gen's 3-4/2003 – La preghiera del rosario
- 65Alla riscoperta del rosarioSilvano Cola
- 67Preghiera contemplativaGiovanni Paolo II
- 68Lo sviluppo storico della preghiera del rosarioMons. Domenico Sorrentino
- 74Maria nel Movimento dei focolari e la preghiera del rosarioChiara Lubich
- 82Maria e il rosario nella mia vitaPasquale Foresi
- 85L’arte di recitare il rosarioJesús Castellano
- 89Come Maria avrà vissuto l'Eucaristia?Hubertus Blaumeiser
- 92Sacerdoti alla scuola di MariaCarlo José Seno, Ottorino Rizzi e Matthäus Appesbacher
- 96Ci ha guidati Maria, la madre dell’unitàCharles Landreau
- 99Il rosario nella vitaEmmanuel Pic
- 100“La provvidenza c'è”Francesco Ballarini
- 101Notizie dal mondo dei seminari — 36AA.VV.







