Mondo dei seminari · Gen's 2/2001, pp. 61–64
AA.VV.
— PERCHÉ È DE TUTTI \ Notizie dal mondo dei seminari – 29 —_ SIANO\/
| bbiamo avuto in visita l’incaricato per le vocazioni di —@ cura della segreteria A una grande diocesi di lingua tedesca. Sotto l’urto della internazionale secolarizzazione, questa Chiesa locale sta vivendo del movimento gens momenti di tensione e crisi. Su un milione di cattolici, i candidati al sacerdozio sono appena 15. A voce alta, molti reclamano l’abolizione del celibato sacerdotale. Non è questa la soluzione a cui pensa il nostro ospite. E non sono nemmeno articolate campagne pubblicitarie, come si sono tentate in posti, dagli USA alla Germania, che vivono analoghe situazioni.
Le convinzioni che ci ha manifestato il nostro interlocutore e che si sono rafforzate in questi giorni, sono altre. Innanzi tutto: il celibato sacerdotale agisce come segno, se cammina mano nella mano con uno stile di vita semplice ed essenziale e con la piena disponibilità. Vale a dire: con la povertà e l’obbedienza, vissute. Altrimenti non “parla”. Dall’altra parte: ogni persona umana ha una sua chiamata; chiamata che si presenta non di rado in veste “laica” e come tale concorre ad edificare il Regno di Dio. Per il bene della Chiesa e del- \ are l’umanità, si tratta di promuovere e l’uno e l’altro aspetto. Ma con " quali programmi? pazi Riscontriamo, nel nostro ospite, ancora una volta un’opzione di della semplicità: niente frenesia né attivismo. Si tratta di scoprire, nella a
Chiesa, quello che lo Spirito fa crescere, sotto la superficie dell’ap- comunione parente crisi. Valorizzare le esperienze autentiche, vive, e metterle “in rete” tra loro. Favorire, soprattutto, momenti in cui si possa realizzare un ambiente di comunione, di donazione, sulla base del Vangelo. E lasciare che così la Chiesa rinasca e con essa lè vocazioni.
Convinzioni che in maniera sorprendente sembrano riecheggiare la voce di un Papa che, sulla soglia del nuovo millennio, non perde occasione per reclamare una “spiritualità della comunione” come presupposto di ogni attività ecclesiale. Ne ha scritto, con parole inequivocabili, nella Novo millennio ineunte. E ne ha parlato ai nuovi Cardinali, ribadendo che essi venivano costituiti “a far sì che /a spiritualità della comunione cresca nella Chiesa”. E’ torriato sul tema, a proposito del Convegno diocesano a Roma nel prossimo giugno, e poi ancora coi parroci della Città: “La Quaresima è tempo favorevole per far crescere in ogni comunità quella spiritualità di comunione che dall'incontro più intenso con il Signore rifluisce nei rapporti reciproci (…) Risulta decisiva in ogni comunità la comunione presbiterale, che si manifesta nella fraternità vissuta”.
Una sfida che riguarda in maniera speciale i seminari e che tanti seminaristi in tutto il mondo ormai cercano di raccogliere.
L'ALTRO uno che mi appartiene
"Tutti ce la faranno"
Polonia. «Sono riuscito a concludere la tesina di baccelierato prima del tempo, e così ho potuto dare una mano a due compagni che mi hanno chiesto aiuto. Ho passato con loro molte ore davanti al computer. Finito questo lavoro, con pace mi sono messo a preparare gli esami. Ma c'erano ancora altri colleghi, rimasti molto
66 Nei secoli passati si è spesso pensato di andar a Dio da soli. E” questa una conseguenza ancora di quel lontano periodo della storia in cui i cristiani, scemato il primitivo fervore che aveva visto stringersi la comunità di Gerusalemme in un cuor solo ed un’anima sola, e passate le persecuzioni, pensarono di salvare la propria fede ritirandosi nel deserto.
Oggi i tempi sono cambiati. In quest'epoca lo Spirito Santo chiama con forza gli uomini a camminare accanto ad altri uomini, anzi ad essere con tutti quanti lo vogliono un cuore ed un’anima sola. Si va a Dio insieme con l’uomo, insieme con i fratelli, anzi si va a Dio attraverso l’uomo@@
Chiara Lubich indietro e poco esperti nell’uso del computer. Ho sentito la spinta ad offrire loro il mio aiuto. Ogni giorno passo metà giornata davanti al computer, per correggere e stampare le tesine dei miei compagni. Ormai siamo in pieno periodo di esami e ne ho fatto già quattro, tutti con voti massimi. Ho nel cuore una gioia profonda e nel corso si sente un’atmosfera d’unità difficile da descrivere. Tutto è pervaso da uno stile di aiuto reciproco: ognuno vuole che l’altro vada bene nello studio e tutti si sono messi ad aiutarsi l’un l’altro. Le tesine dovranno essere consegnate entro questa settimana e tutti ce la faranno». (A.R.)
"Non riuscivamo più a dialogare"
Spagna. «Sul nostro ‘corridoio, in seminario, usiamo in due lo stesso bagno. Una vita di per sé agiata, ma con qualche particolarità, perché il mio vicino di camera al mattino impiega molto tempo a prepararsi, tanto che io ero costretto a fare.la doccia di sera. Tutto bene, finché una mattina, alzandomi prima, occupai il bagno. Pensavo che comunque rimanesse ancora abbastanza tempo per lui. Improvvisamente la situazione si fece tesa, Nei giorni successivi, non si riusciva più a dialogare. Affidai a Gesù questa situazione: “Sei tu, abbandonato. Come amarti meglio?”. Pareva che il contrasto non avesse via d’uscita, quando il mio compagno ricevette in dono una macchina fotografica che egli non riusciva a far funzionare. Fu l’occasione per amarlo in modo concreto. Cercai di spiegargli come usarla e durante il fine settimana la portai ad un amico perché la pulisse e la sistemasse. Con questo gesto il nostro rapporto è migliorato di tanto». (M.S.)
Crescere come famiglia
Kenya. «Due anni fa un compagno ed io siamo venuti in contatto col Movimento dei focolari e abbiamo iniziato così un cammino di comunione. Sapevamo che niente vale, se non c’è innanzi tutto Gesù fra noi, attraverso il comandamento nuovo vissuto,
Giovanni Paolo II
Una spiritualità di comunione.
sfida che ci sta davanti nel millennio che inizia, se vogliamo essere fede-
F are della Chiesa la casa e la scuola della comunione: ecco /a grande li al disegno di Dio e rispondere anche alle attese profonde del mondo.
Che cosa significa questo in concreto? Anche qui il discorso potrebbe farsi immediatamente operativo, ma sarebbe sbagliato assecondare simile impulso. Prima di programmare iniziative concrete occorre promuovere una spiritualità della comunione, facendola emergere come principio educativo in tutti i luoghi dove si plasma l’uomo e il cristiano, dove si educano i ministri dell'altare, i consacrati, gli operatori pastorali, dove si costruiscono le famiglie e le comunità. Spiritualità della comunione significa innanzitutto sguardo del cuore portato sul mistero della Trinità che abita in noi, e la cui luce va colta anche sul volto dei fratelli che ci stanno accanto. Spiritualità della comunione significa inoltre capacità di sentire il fratello di fede nell'unità profonda del Corpo mistico, dunque, come “uno che mi appartiene”, per saper condividere le sue gioie e le sue sofferenze, per intuire i suoi desideri e prendersi cura dei suoi bisogni, per offrirgli una vera e profonda amicizia. Spiritualità della comunione è pure capacità di vedere innanzitutto ciò che di positivo c'è nell'altro, per accoglierlo e valorizzarlo come dono di Dio: un “dono per me”, oltre che per il fratello che lo ha direttamente ricevuto. Spiritualità della comunione è infine saper “fare spazio” al fratello, portando “i pesi gli uni degli altri” (Gal 6, 2) e respingendo le tentazioni egoistiche che continuamente ci insidiano e generano competizione, carrierismo, diffidenza, gelosie. Non ci facciamo illusioni: senza questo cammino spirituale, a ben poco servirebbero gli strumenti esteriori della comunione. Diventerebbero apparati senz'anima, maschere di comunione più che sue vie di espressione e di crescita.
(Novo millennio ineunte, n. 43)
Mangiavamo allo stesso tavolo nel refettorio e ci raccontavamo come cercavamo di mettere in pratica il Vangelo. I seminaristi che venivano a stare con noi a tavola, ne erano toccati. Ben presto altri hanno voluto condividere il nostro impegno. Ne abbiamo parlato con il Rettore ed egli ci ha incoraggiati ad andare avanti. Abbiamo cominciato a porci in varie maniere al servizio di tutta la comunità. Così, ad esempio, abbiamo pulito la biblioteca del seminario che era un po” trascurata, e abbiamo comprato nuove piante per abbellirla. Abbiamo anche un cesto nel quale mettiamo le nostre cose superflue, affinché possano servire ad altri. Per avere qualche piccola entrata, abbiamo pure iniziato un allevamento di conigli che procede bene. Sin dall’inizio ciò che ci ha uniti è stata la comunione di esperienze della Parola vissuta. Due volte al mese ci incontriamo per rivedere la nostra vita in questa luce e per crescere come famiglia». (C.G.)
Dal Brasile
Se vuoi comunicarci tue impressioni, esperienze, domande, puoi indirizzare a:
Segreteria internazionale del Movimento gens, c. p. 21, 00046 Grottaferrata (Roma), Italia.
Nrisuonata fortemente nella Chiesa in Brasile. Con l’ultima
Assemblea dei Vescovi, che ha commemorato pure i 500 anni dell’evangelizzazione della nazione, ha preso il via il Progetto Essere Chiesa nel Nuovo Millennio. Basato sugli Atti degli Apostoli, questo documento mira al rinnovamento e alla dinamicizzazione delle comunità ecclesiali, a partire dal dialogo, dall’unità e dalla missione.
( omunione. Alle soglie del nuovo millennio, questa parola è
Nella stessa direzione si è mosso anche un incontro nazionale di presbiteri con il tema Nuovo millennio, nuovo presbitero? Nel testo conclusivo, i 376 partecipanti, provenienti da tutto il Brasile, hanno affermato che la realizzazione personale, affettiva e pastorale del presbitero dipende in larga misura da un’effettiva esperienza di fraternità sacerdotale. Ed hanno indicato, citandoli col nome, vari Movimenti che offrono un valido contributo per incrementare la comunione nella Chiesa.
Riguardo ai seminari, mentre cresce costantemente il numero delle vocazioni, le diocesi puntano spesso all’esperienza delle piccole comunità a stile familiare, per avviare gli studenti alla tanto necessaria comunione presbiterale.
In questo impegno a rendere la Chiesa sempre più comunione, i seminaristi che vivono la spiritualità dell’unità cercano di essere protagonisti. A Recife, nel Nordest brasiliano, si è realizzato a fine gennaio un incontro con 46 seminaristi di varie diocesi. Alla luce della Comunione trinitaria, essi hanno approfondito, anche attraverso workshops, vari aspetti della vita in unità: la preghiera, la condivisione dei beni, l’armonia personale e dell’ambiente, l’evangelizzazione, ecc. “Un nuovo tempo d’unità” è stato il titolo di questo incontro.
Anche nel Sud del Paese si è realizzata un’analoga iniziativa. Nel settembre 2000 un Congresso teologico-pastorale ha riunito a Ponta Grossa seminaristi diocesani e religiosi di 12 diocesi e quattro congregazioni. Per tre giorni, i 75 partecipanti si sono soffermati sul tema “Trinità: modello di comunione per il Nuovo Millennio”. Particolare attenzione è stata dedicata al tema dell’obbedienza e dell’affettività, ma anche al dialogo ecumenico ed al dialogo con la cultura contemporanea.
Sulla base dell’esperienza di comunione vissuta in questi incontri e in molti seminari, si sta preparando ora un secondo grande congresso nazionale di seminaristi. Il primo, che nel 98 ha radunato 300 studenti, assieme a vari Vescovi e formatori, nei pressi di San Paolo nella Mariapoli Araceli, ha delineato il profilo del sacerdote nel nuovo millennio come un costruttore d’unità. Recentemente un gruppo di quattordici seminaristi di tutte le regioni del Paese si è ritrovato nello stesso posto, per iniziare insieme la “maratona” della preparazione del nuovo congresso. Qualcuno, a questo scopo, ha affrontato anche 50 ore di viaggio. Abbondante la provvidenza che ha pensato non soltanto alla cioccolata ma anche ad un biglietto aereo.
Nei prossimi mesi si realizzeranno visite ai seminari, workshops e incontri regionali, un giornale con riflessioni, notizie e esperienze sul congresso. Un cammino che con il vibrante appello, espresso da Giovanni Paolo II nella Novo millennio ineunte, di “fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione” vedrà certamente un’ulteriore accelerazione. i
Testo ricavato dalla scansione della rivista: può contenere qualche errore. Per citazioni fa fede la rivista stampata («Leggi sulla rivista»).
Sommario di Gen's 2/2001 – Il rapporto
- 33Come stabilire un autenticoSilvano Cola
- 34Il carisma dell'unitàChiara Lubich
- 41«Sarò Io il tuo maestro!»Igino Giordani
- 44Il rapporto educativoGiuseppe Petrocchi
- 47Un invito ai giovani: “Non contentatevi di piccole cose”Giuseppe Petrocchi
- 53Prima di tutto curare il rapportoCarlo Malavasi
- 55IN ITALIA Riforma della scuola in ItaliaRuedi Beck
- 57Pastorale vocazionaleRuedi Beck
- 59Il cuore di una catechesi vitaleEnrique Cambòn
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