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Come realizzare la comunione

Spiritualità · Gen's 3/2002, p. 75

Chiara Lubich

Nella Novo millennio ineunte il Papa parla di “spiritualità di comunione”. Qual è il segreto per viverla e coltivarla concretamente?

Il segreto per vivere la “spiritualità di comunione” sta in Gesù crocifisso e abbandonato, che il Papa in questo documento descrive sotto il titolo “Volto dolen-

Con la spiritualità di comunione — lo dice anche il nome — si può realizzare la comunione, l’unità delle persone con Dio e fra loro.

Ora il modello, per realizzare ciò, è proprio Gesù che in croce ha provato, al nostro posto, la separazione dal Padre, come dice il suo grido: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mt 27,46), ma ha saputo pure superare tale baratro, riunendosi al Padre come dicono le Sue parole: “Nelle tue mani, Padre, raccomando il mio spirito” (Lc 23,46). °

Per questo in una lettera ai Vescovi amici del Movimento dei Focolari il Papa afferma che Gesù abbandonato è la “via maestra” per arrivare all’unità, alla comunione.

In base alla sua personale esperienza, dove troviamo oggi Gesù crocifisso e abbandonato, definito dal Papa “mistero nel mistero”?

Gesù crocifisso e abbandonato, che ha assunto, con la natura umana, tutti i nostri guai, è presente nel mondo là dove dominano la sofferenza, la divisione, le tensioni, il terrore…, il peccato ed anche le calamità naturali.

Gesù abbandonato è presente nei tradimenti anche di noi cattolici; nella ancor viva disunità fra le Chiese; nel frazionamento delle varie religioni, nell’ateismo, nel secolarismo, nel materialismo. È vivo nel sottosviluppo che copre tanta parte di mondo. Ma soprattutto nel terrorismo internazionale, apparso violentemente dopo 1°11 settembre scorso. Lì sono presenti in modo particolare le “forze del Male” per eccellenza, come ebbe a dire il Papa.

Occorre che noi cristiani, Lo sappiamo individuare affinché con l’aiuto di Dio e con tutte le forze a noi disponibili possiamo rimediare almeno a qualcuno di questi mali.

Ripensare a Maria: al suo immenso dolore per aver partecipato così intimamente alla morte del Figlio, ma anche alla sua speranza nella risurrezione in Lei più viva che mai. È Maria l’icona del mistero cristiano dove croce e risurrezione sono una sola cosa. E, pur cercando di condividere il suo dolore, portare il pensiero su Gesù risorto, grati, infinitamente grati per tutto ciò che significa per noi e per il mondo, secondo la nostra fede, e non ultimo, perché, se Lui è risorto, anche noi tutti risorgeremo.

Chiara Lubich

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Testo ricavato dalla scansione della rivista: può contenere qualche errore. Per citazioni fa fede la rivista stampata («Leggi sulla rivista»).

Sommario di Gen's 3/2002 – Chiesa-comunione ed evangelizzazione
  1. 73Declino della religione?Enrique Cambòn
  2. 75Come realizzare la comunioneChiara Lubich
  3. 76La Chiesa è missione perché è comunioneGiovanni Paolo II
  4. 78Gesù abbandonato e la ChiesaHubertus Blaumeiser
  5. 82Un fuoco distruttore e purificatoreMons. Faustin Ngabu
  6. 86Far brillare nella parrocchia i colori dell'arcobalenoCarlo Santoro
  7. 91Echi incoraggiantiMariano Cocco Lasta
  8. 92La vita di comunione prepara al ministeroAntonio M. Gbosimba
  9. 93L’Azione Cattolica: una grande risorsaChiara Lubich
  10. 95Pietà popolare e liturgiaJorge A. Medina Estévez

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