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Mettersi al posto dell’altro

Gesù abbandonato apre le vie dell’evangelizzazione anche nei contesti pastorali più difficili

Le nostre radici più profonde · Gen's 3-4/2006, pp. 138–139

Carlo Malavasi

Come porsi in dialogo con un mondo estraneo e indifferente in una regione dove al comunismo sono subentrati secolarizzazione e consumismo? Cogliamo una risposta da questa esperienza. Parla un parroco dell’Emilia (Italia).

soscsse ono parroco a Carpi in

Emilia, dove la gente è laboriosa, ma “rossa” per tradizione. Qui per decenni si è respirato il distacco — in tanti era ostilità — nei confronti della Chiesa. La frequenza alla messa è appena del 7%, tanti funerali sono in forma civile.

Oggi la gente è più benevola verso la religione, ma molto indaffarata nei problemi quotidiani, nella ricerca del benessere.

Quel tanto di fede che sopravvive nelle persone è difficile da far emergere: occorre scavare a lungo per incontrare anche solo quel sentimento religioso naturale che è in ogni essere umano.

Scavare come? La spiritualità dell’unità mi ha insegnato una via, per me avvincente. Si tratta di due atteggiamenti fusi in uno: in ogni situazione difficile “riconoscere” un volto dell’abbandono di Gesù e mettersi subito ad “amare”.

Ero in parrocchia da pochi giorni e mi avvisano che in un condominio c’è un ammalato.

le nostre radici

Suono il campanello; l’ammalato stesso risponde che non ha tempo per me. Sono rifiutato! Penso: anche Gesù è stato rifiutato, ma con questo rifiuto ha salvato il mondo. Mi unisco a lui e nel mio cuore trionfa la gioia… Quell’ammalato poi è morto fra le braccia della Chiesa.

In parrocchia c’è un circolo anziani: hanno vissuto un rapporto di rifiuto verso la Chiesa e le loro case sono chiuse al sacerdote. Faccio tante visite, guardato con diffidenza. È il mio incontro con Gesù abbandonato, ma io continuo ad amare, a salutare. Ora amo questo circolo come la parrocchia. Ogni anno per la “loro” festa di Natale porto un dono. Quando costruiscono la nuova sede chiedo in parrocchia di dare un aiuto economico, “perché tocca a noi amare per primi”, come ha fatto Gesù.

Accompagno la somma con una calda lettera di ringraziamento per il bene che fanno. È letta con le lacrime agli occhi: l’amore sorprende sempre e le loro case si aprono al parroco.

Adesso nella nuova sede si tiene un gruppo della Parola di vita e dicono: «Abbiamo bisogno della parrocchia per elevare il tono del nostro stare insieme».

Sento spesso queste parole: questa persona è “lontana”; oppure: è “indifferente”! Queste parole innalzano un muro. Nessuno è lontano dall’amore di Dio, nessuno è indifferente al bene, al bello, attributi di Dio. Guardo tutte le persone come “già raggiunte dal suo amore”. Non si tratta ovviamente solo di parole, ma di mentalità.

Quando uno mi dice che non prega o non va a messa, che forse non crede, subito io sottolineo: tu sei onesto, ami la tua famiglia, fai del volontariato: anche tu vivi il Vangelo! Questo è lo sguardo di Gesù abbandonato su ciascuno di noi: uno sguardo che penetra il Cielo e ci mostra l’amore infinito di Dio; e ognuno è già unito a lui.

Queste parole — non si tratta solo di parole, ma di una vita che non s’improvvisa — suscitano un grande fascino: le persone si scoprono già “dentro” l’ Amore di Dio. In tanti ho visto iniziare una nuova ricerca di lui, poi conversioni e conversioni.

Non vivo da solo quest'esperienza. Ogni settimana ci ritroviamo in un gruppo di sacerdoti — qualcuno parte alla sei del mattino nel suo giorno di riposo! —: nessun motivo pastorale, solo fonderci nell’unità, meritare la presenza di Gesù in mezzo a noi. Sì, Gesù fra noi prima di tutti i riti e di tutte le forme organizzate.

Per amarci, ciascuno compie una scelta: dimenticare se stesso, far posto all’altro. Sapete quanto è difficile morire a se stessi. Il modello è Gesù abbandonato, libero da se stesso, dal proprio dolore, addirittura dal dubbio di non essere più unito al Padre. Gesù abbandonato è il Dio della fede pura, che ti libera dal bisogno di sicurezze, di consenso e di protezioni. Ti dà sempre la forza di amare.

Gesù abbandonato è veramente il Dio per l’uomo d’oggi, per il sacerdote d’oggi.

Autore

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Testo ricavato dalla scansione della rivista: può contenere qualche errore. Per citazioni fa fede la rivista stampata («Leggi sulla rivista»).

Sommario di Gen's 3-4/2006 – Chiesa oggi
  1. 75Il coraggio di aggiornarsiSilvano Cola
  2. 77Una generazione che guarda al futuroManuel Maria Bru Alonso
  3. 85Messaggio al CongressoChiara Lubich
  4. 86«Testimoniate la spiritualità di comunione»Lettera della Segreteria di Stato
  5. 88Sacerdoti e diaconi nel mondo di oggiEnrico Pepe (a cura di)
  6. 94Sfide e speranzeLino D’Armi (a cura di)
  7. 98«Trasformare i problemi»Benedetto XVI
  8. 100Dal «castello interiore» al «castello esteriore»Giuseppe Maria Zanghì
  9. 103«E nacque il primo focolare maschile»Marco Tecilla
  10. 105«La luce che mi colpì»Silvano Cola
  11. 108Vivere e testimoniareMichela e Pino Tasca
  12. 110L'«arte di amare»Chiara Lubich
  13. 111Loppiano: laboratorio della Chiesa-comunioneConcetta Bonfanti e Franz Kiessling
  14. 113«A scuola di comunione»Lorenzo Campagnolo (a cura di)
  15. 116Comunione reale, non teoricaManuel Maria Bru Alonso
  16. 118La correzione fraternaAnton Berkley
  17. 120La nostra speranza è nella comunioneStefan Ulz (a cura di)
  18. 122Chiesa-famiglia: l'urgenza della vita fraternaImre Kiss (a cura di)
  19. 124Un ponte tra Oriente e OccidenteAlbert Rauch
  20. 127La scoperta dell'abbandono di GesùNatalia Dallapiccola
  21. 129Entrare nel mistero di Gesù abbandonatoChiara Lubich
  22. 133Esistenza sacerdotaleMons. Klaus Hemmerle
  23. 134«Ti consegno questo crocifisso»Dante Sementilli
  24. 138Mettersi al posto dell'altroCarlo Malavasi
  25. 140Il corpo sfigurato di GesùRenato Chiera
  26. 142«La tua piccola scintilla accenderà un grande fuoco»Christian Diaz Yepes
  27. 144Testimone della speranzaNatale Monza (a cura di)
  28. 148«Con Gesù abbandonato le fratture si compongono in unità»Mons. Giancarlo Bregantini
  29. 152Puntare sulla vitaChiara Lubich
  30. 154Per una pastorale della comunioneAldo Giordano
  31. 157Insieme verso tuttiEnrico Gemma (a cura di)
  32. 160«Sentinelle dell'aurora»Meinolf Wacker
  33. 162Chiesa che va alla ricerca di tuttiMario Spaki
  34. 165Uno sguardo ai quattro dialoghi previsti dal Concilio, nell’esperienza del Movimento dei focolariCarlos Claria
  35. 169Assisi – Parigi – HollywoodVera Araujo
  36. 172Una nuova scuola di pensieroPasquale Foresi
  37. 177Indice del numero

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