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Appuntamento mattutino con la Parola

Flash di vita · Gen's 2/2003, p. 58

Christian Heim

Tutto è iniziato durante una vacanza con un gruppo di giovani sul Mar Baltico. «Questa volta un altro tipo di vacanza, dove Dio può farsi veramente presente, dove c’è spazio per Lui», così Andreas, diciottenne, aveva reclamato in precedenza. Siamo partiti ed abbiamo vissuto otto giorni belli, indimenticabili, intensi. Ogni mattino prendevamo in mano il Vangelo del giorno, lo leggevamo e ci chiedevamo che cosa potesse significare per noi durante la giornata. Lo traducevamo nel linguaggio adatto ai giovani e ci proponevamo di viverlo concretamente. Alla fine Jan, anch'egli diciottenne, mi ha detto: «E stata la settimana più bella di tutta la mia vita».

Di ritorno a casa lo “shock culturale”: il tentativo di “portare nel quotidiano” quest’esperienza fatta con Dio si rivelava difficile e sembrava finire come un atterraggio con avaria. Tre giorni dopo il ritorno mi veniva l’idea di mandare ad alcuni dei più grandi via SMS (short message service) la Parola biblica del giorno riassumendola in un motto.

Quella sera, Sebastian mi ha raccontato: «Ero di nuovo immerso a capofitto nel giro quotidiano, nella frustrazione della scuola, nello stress con i colleghi; e poi, nella pausa, scoprivo il tuo messaggio via SMS: Mt 14, 22-33: i discepoli sulla barca. Hanno il vento contrario, ma Gesù dice: “Non abbiate paura”. Motto: “Credere a Gesù anche nel vento contrario”. E immediatamente mi sono trovato di nuovo dentro la nostra vita».

Tutto ciò un anno e mezzo fa. Nel frattempo questa on word community (comunità nella Parola) si è allargata a 45 giovani e adulti, e sempre mi avvicinano altre persone interessate e mi dicono: «E una trovata formidabile; posso parteciparvi anch’io?».

Sonia, ventenne, ha risposto così in un pomeriggio ad un mio SMS: «Ero coinvolta in una discussione con miei colleghi della classe. Dicevano che Dio è soltanto una proiezione, un’invenzione umana. Ero intimidita e quasi volevo dire: “Forse avete ragione!”, ma in quel momento è squillato il cellulare che normalmente a scuola tengo sempre spento. È arrivata la Parola. Ho letto: “Le 12, 4-12: confessare senza paura; Dio non ti dimentica; lo Spirito ti aiuta. Motto: Professa la tua fede in Gesù, anche se ti mancano le parole”. Ero come fulminata. La discussione con i colleghi prendeva una svolta. Raccontavo loro della mia esperienza con Dio».

In maniera anonima e discreta l’aiuto della Parola via digitale raggiunge tanti nella scuola, senza che essi portino un'etichetta: «Credo in Gesù e vivo la sua parola». Lì, infatti, a tanti il vento gelido batte in faccia. Mi ha scritto Peter: «Ero nel treno, che aveva 15 minuti di ritardo. Certamente perderò la coincidenza. Devo informare gli altri che arriverò in ritardo. Ero agitato. Ed ecco che suona il cellulare: Mf 10, 28-33: Non dobbiamo temere nulla. Egli ha tutto nelle sue mani. Motto: “Non preoccuparti”. Sono proprio felice per la Parola come aiuto di vita. Mi da serenità e indirizza il mio sguardo sull’essenziale. Posso davvero affidare a Dio tutte le mie preoccupazioni: le grandi e le piccole. Con calma ho accettato di perdere la coincidenza, perché mi rendevo conto che la mia anima non aveva subito alcun danno».

Certo, è sempre una sfida mettermi per primo sotto la Parola e trasmetterla non in una lunga predica con tante belle parole, ma portare il messaggio evangelico al punto giusto con i 160 segni disponibili nel cellulare.

Volker mi ha scritto: «Al mattino saltare dal letto, fresco e gioioso, non è proprio il mio forte. Troppo spesso a sera faccio tardi e al mattino non prendo la curva giusta. Ma il cellulare, vicino al letto, comincia a suonare piano ma insistente. Egli mi sveglia ogni mattina. E Gesù con la sua parola, la sua sfida per la giornata. E mi fa bene, mi rimette nell’essenziale».

Nel frattempo ho scoperto un miglioramento tecnico per l’invio dei messaggi. Ora posso spedirli con un solo clic anche a 25.000 persone a soli 5,9 centesimi di euro. Se ciò non è una buona prospettiva!

Christian Heim

Dialogo con i lettori

S ono responsabile di una parrocchia dove la maggioranza è immersa nel materialismo « pratico, ma ciò nonostante non sono rari i casi di persone che per vari motivi, dopo anni di lontananza dalla fede, vengono a contatto con il sacerdote. Purtroppo non sempre quest’incontri hanno esito felice. Come stabilire con loro un dialogo vero che dia speranza e faccia riscoprire i valori della nostra fede?».

Autore

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Testo ricavato dalla scansione della rivista: può contenere qualche errore. Per citazioni fa fede la rivista stampata («Leggi sulla rivista»).

Sommario di Gen's 2/2003 – I mass media moderno areopago
  1. 33Babele o Pentecoste?Enrico Pepe
  2. 34Spiritualità di comunione e fratellanza universaleGiovanni Paolo II
  3. 36L’amore che unisceChiara Lubich
  4. 43NetOne, un’altra comunicazioneClaudio Mantovano
  5. 46Giornalisti per una “nuova” comunicazioneManuel Maria Bru Alonso
  6. 50“Storie di sacerdoti”Peter Klasvogt
  7. 53Preti on-lineMario Spaki
  8. 56Iniziative per ravvivare la comunioneWilfried Hagemann
  9. 58Appuntamento mattutino con la ParolaChristian Heim
  10. 59“Farsi uno” con chi non credeCarlo Malavasi
  11. 61Notizie dal mondo dei seminari — 35AA.VV.

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