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Johannes Hanselmann

La Chiesa nel mondo · Gen's 1/2000, p. 21

Joachim Schwind

Appassionato l’impegno del vescovo evangelico-luterano Johannes Hanselmann per giungere all’accordo della Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della Giustificazione. Era una figura di grande rilievo nell’ecumenismo mondiale. Era stato vescovo a Monaco di Baviera per 19 anni e, dal 1977 al 1990, dapprima vicepresidente e poi presidente della Federazione luterana mondiale. Si deve a lui l’avvio di incontri regolari tra membri della Federazione luterana mondiale e del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani. Questi incontri, divenuti poi annuali, hanno facilitato molto il progresso del dialogo teologico tra le due Chiese. Così lo ricorda nel messaggio alla Chiesa evangelicoluterana, il card. Cassidy, presidente del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani.

E il vescovo Walter Kasper, già Presidente della Commissione teologica luterano-cattolica e attuale segretario del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, parla di lui come di un «uomo di grande spiritualità, un ministro di Dio in ascolto di ciò che lo Spirito Santo dice oggi alla Chiesa, profondamente legato alla Parola di Dio, alla tradizione spirituale luterana».

«Un cuore nuovo ed uno spirito nuovo! Proprio questo è necessario per rinnovare le nostre chiese, la nostra società». Così Johannes Hanselmann aveva concluso il suo saluto nella Sala d’oro del Municipio di Augsburg, meno di un anno fa, in occasione del ricevimento offerto dal sindaco Peter Menacher ai

34 vescovi di sei Chiese, riuniti per il loro convegno annuale — su invito del Movimento dei focolari — nella vicina cittadella ecumenica di Ottmaring.

“Cuore e spirito”, due qualità che in lui sovrabbondavano e si esprimevano con un tratto caratteristico: la fraternità.

«Ho un ricordo molto vivo delle sue parole e del suo modo di avvicinarmi. Mi avevano fatto fare una scoperta gioiosa: quella di aver trovato un fratello!». Questa l’esperienza del vescovo di Aachen, Klaus Hemmerle, anni fa, al suo primo incontro con Hanselmann durante l’inaugurazione del Centro ecumenico di Ottmaring. Una fraternità che con gli anni si è approfondita nella condivisione della spiritualità dell'unità dei Focolari. «Cercavamo nell’altro il fratello, e trovavamo nel e col fratello nientedimeno che Dio stesso che si manifestava in questa fraternità». Con queste parole il vescovo Hanselmann descriveva l'atmosfera dei convegni annuali di vescovi di varie Chiese iniziati da Klaus Hemmerle nel 1982. Tranne alcune interruzioni a causa della salute, dal 1983 Hanselmann vi aveva sempre partecipato.

Più era unito con i fratelli e le sorelle delle altre Tradizioni cristiane, più si faceva acuta in lui l’ansia e l’impegno per la piena, visibile comunione tra le Chiese.

«Resta nel nostro cuore — scrive Chiara Lubich nel telegramma di cordoglio alla signora Ruth Hanselmann e ai suoi 4 figli — la profonda riconoscenza a Dio per il dono che l’amato vescovo Hanselmann è stato per tutti noi e l'ammirazione per il prezioso contributo che Egli ha dato per l’unità».

Joachim Schwind

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Sommario di Gen's 1/2000
  1. 1Il Giubileo del 2000Enrique Cambòn
  2. 3«Gesù in mezzo a noi» in prospettiva ecclesialeGérard Rossé
  3. 7Una città non bastaLia Brunet
  4. 12La Chiesa chiede perdonoEnrique Cambòn
  5. 18«Cancellate il debito estero!»Alberto Ferrucci
  6. 21Johannes HanselmannJoachim Schwind
  7. 22Storico accordo tra cattolici e luteraniHubertus Blaumeiser
  8. 23Indulgenze: tema centrale e delicatoEnrique Cambòn
  9. 24Ecclesia in AsiaSergio Centofanti
  10. 26Insieme è meglioWolfgang Schneck
  11. 29Notizie dal mondo dei seminari - 23AA.VV.

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