La Chiesa nel mondo · Gen's 1/2000, pp. 24–25
Sergio Centofanti
Nell’Esortazione apostolica Ecclesia in Asia il Papa ricorda che proprio in questo Continente Gesù è nato, morto e risorto. Ed è davvero un mistero — scrive il Papa — che qui egli sia rimasto fino ad oggi largamente sconosciuto. Ma Giovanni Paolo Il nutre la speranza che nel prossimo millennio l’ Asia sarà terra di una messe abbondante. Per questo l’evangelizzazione deve essere una priorità assoluta per queste Chiese.
Come annunciare il Vangelo in Asia?
Gli abitanti di questo Continente, culla delle più grandi religioni, hanno un intenso desiderio di Dio e posseggono grandi valori spirituali come la contemplazione, l'umiltà, il silenzio, l’armonia, la semplicità. I padri sinodali hanno osservato che proclamare Gesù quale unico Salvatore può presentare particolari difficoltà nelle culture asiatiche, per le quali ci sono molteplici manifestazioni del divino che mediano la salvezza. Il Papa precisa che la salvezza giunge per grazia anche per quanti non professano esplicitamente la fede in Gesù. E lo Spirito sparge costantemente semi di verità e di bene fra tutti i popoli e nelle loro religioni e culture. Lo Spirito assume un ruolo di preparazione all’accoglienza di Gesù che esplicitamente deve essere proclamato come il solo ed unico Salvatore. Ogni persona ha infatti il diritto di udire la Buona Novella di Dio che rivela e dona se stesso in Cristo. La Chiesa proclama tutto ciò, rispettando la libertà di ogni persona dal momento che la fede richiede sempre una libera risposta da parte dell’individuo.
I diversi modi dell’annuncio
C'è un approccio asiatico, una pedagogia per introdurre le persone passo dopo passo alla piena appropriazione del mistero di Cristo. Così c’è un linguaggio adatto che inizialmente può presentare Gesù come Maestro di Sapienza, il Guaritore, l’Illuminato, l’Amico compassionevole dei poveri, la Guida spirituale. Gli aspetti dell’evangelizzazione quali la testimonianza, il dialogo, l’annuncio, la conversione, l’integrale sviluppo umano possono procedere come a tappe. E legittimo proporre gradualmente Cristo, ma alla fine è la completa verità su Gesù che deve essere annunciata e l’accettazione della fede da parte di una persona deve basarsi su una comprensione certa di Gesù. Il Papa a questo punto sottolinea l’importanza dell’autonomia delle Chiese orientali cattoliche, sempre in comunione con la Chiesa universale, nel percorrere le vie dell’evangelizzazione.
Gli evangelizzatori
L’Asia crede più ai testimoni che ai maestri, più alla santità della vita che agli argomenti intellettuali. Per questo il Papa esorta tutti i cristiani a dare un’esemplare testimonianza dell’amore di Dio. E cita madre Teresa di Calcutta. La Chiesa in Asia è molto attiva nel campo sociale e opera a favore degli emarginati, i diseredati, gli ultimi. Nello stesso tempo, proprio per parlare con il linguaggio asiatico, il cristiano deve imparare ad essere sempre di più un contemplativo, una persona di preghiera. Il futuro della missione — scrive con forza il Pontefice — dipende in grande misura dalla contemplazione. Un fuoco infatti non può essere acceso che mediante qualcosa che sia esso stesso infiammato.
La promozione sociale
In Asia milioni di persone soffrono discriminazione, sfruttamento, povertà ed emarginazione. Le principali vittime appaiono soprattutto le donne, i bambini, le popolazioni indigene. La Chiesa si fa voce per i senza voce, voce di libertà e di pace e offre per questo la sua collaborazione a tutte le altre religioni e a tutte le persone di buona volontà. Il Papa nota comunque che il cittadino asiatico sta diventando sempre più cosciente della propria dignità e opera sempre di più per cambiare le strutture ingiuste.
Gli appelli finali
Lancia poi una serie di appelli: per la libertà religiosa, in particolare in Cina, dove i fedeli cristiani offrono una testimonianza silenziosa ed eroica sotto le persecuzioni. Per la pace in Terra Santa. Per la fine delle sofferenze in Irag, dove continuano a morire tante vittime innocenti soprattutto tra i piccoli a causa. dell’embargo. Per la riduzione o la cancellazione del debito estero e per una campagna contro la corruzione di chi gestisce il potere. Contro l'incremento degli arsenali di armi di distruzione di massa definito immorale. Per una globalizzazione economica nella solidarietà. Per la pace nel mondo, perché la Chiesa è fermamente convinta che la guerra non solo non risolve i problemi umani, ma li moltiplica.
In Asia come ovunque la Chiesa, a imitazione del suo Maestro, annunziando la Buona Nuova, si pone a servizio della persona umana.
Testo ricavato dalla scansione della rivista: può contenere qualche errore. Per citazioni fa fede la rivista stampata («Leggi sulla rivista»).
Sommario di Gen's 1/2000
- 1Il Giubileo del 2000Enrique Cambòn
- 3«Gesù in mezzo a noi» in prospettiva ecclesialeGérard Rossé
- 7Una città non bastaLia Brunet
- 12La Chiesa chiede perdonoEnrique Cambòn
- 18«Cancellate il debito estero!»Alberto Ferrucci
- 21Johannes HanselmannJoachim Schwind
- 22Storico accordo tra cattolici e luteraniHubertus Blaumeiser
- 23Indulgenze: tema centrale e delicatoEnrique Cambòn
- 24Ecclesia in AsiaSergio Centofanti
- 26Insieme è meglioWolfgang Schneck
- 29Notizie dal mondo dei seminari - 23AA.VV.







