Mondo dei seminari · Gen's 1/2000, pp. 29–32
AA.VV.
a cura della segreteria internazionale del movimento gens un anno dopo
Che siano
UNO
A contatto con il mondo ortodosso
Istanbul. Per 17 giorni quattro seminaristi e un sacerdote, cattolici, provenienti dall’Italia, dalla Slovacchia e dalla Germania, nel mese di luglio hanno vissuto un’avventura unica sulle sponde del Bosforo, a contatto con la Chiesa ortodossa che qui ha un suo importante centro nella veste del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Ore indimenticabili in Santa Sofia che, con i suoi spazi secolari, si presenta come un grandioso inno al mistero dell’Incarnazione, e ricordo del grande Patriarca Atenagora I nel cimitero che ne custodisce la tomba. Gita all’Isola di Chalki dove si trova l’ Accademia teologica del Patriarcato, purtroppo chiusa, e, culmine di tutto, un dialogo di 25 minuti con il Patriarca ecumenico Bartolomeo I, il quale si fa raccontare quanto opera la spiritualità dell’unità fra i seminaristi, per poi formulare una precisa esortazione:
Non cessate di lavorare per la Chiesa, per l’ecumenismo, per l’unità! Dopo aver espresso tutta la sua stima per il Movimento
«Predisporci al sacrificio dell'unità significa mutare il nostro sguardo, dilatare il nostro orizzonte, saper riconoscere l'azione dello Spirito Santo che opera nei nostri fratelli, scoprire volti nuovi di santità, aprirci ad aspetti inediti dell'impegno cristiano».
Giovanni Paolo Il (18.1.2000)
dei focolari, invita quel gruppetto a tornare ancora: Questa è la vostra prima visita a Costantinopoli, ma spero che non sia l’ultima.
Un giorno di speranza
Gerusalemme. Il 9 dicembre 1999 per un gruppetto di nostri amici nel seminario latino di Beit Jala è un giorno speciale.
In occasione della visita in Terra Santa di 26 Vescovi amici del Movimento dei Focolari ortodossi, siro-ortodossi, anglicani, evangelici-luterani e cattolici, nell’ Ecumenical Institute di Tantur si svolge un pomeriggio d’incontro per il quale sono invitate personalità delle varie chiese presenti a Gerusalemme. L'adesione è numerosa e qualificata:
150 i presenti, tra cui numerosi Vescovi, appartenenti a 11 Chiese.
Nei vari servizi da svolgere sono impegnati anche i nostri amici i quali rimangono ben sorpresi dalla testimonianza di unità che si svolge davanti ai loro occhi. Una breve presentazione dei Focolari, interventi di Vescovi di varie Chiese sul loro incontro con questo spirito e sugli effetti che esso ha avuto nella loro vita e nel loro ministero, la video-registrazione di un discorso di Chiara Lubich sui capisaldi di una spiritualità ecumenica e una Preghiera finale, durante la quale si legge, nella lingua delle varie tradizioni cristiane rappresentate (armeno, siriaco, greco, etiopico, copto, latino,…), il capitolo 17 di Giovanni e che si conclude con preghiere d’intercessione formulate da esponenti delle diverse Chiese. Tutto è pervaso da un forte soffio di comunione che riempie i cuori di gioia e fa sì che ci si trattenga ancora a lungo durante il successivo rinfresco. Per Gerusalemme, un giorno di speranza!
Nei luoghi della firma della Dichiarazione congiunta Ù Ottmaring- Augsburg. Nelle vacanze natalizie una settantina di seminaristi di 19 nazioni si sono dati appuntamento nei pressi di Augsburg, la città dove, il 31 ottobre
(segue a pag. 32)
Chiara Lubich
Il volto di Gesù crocifisso
Ss ovente si ama Gesù crocifisso soltanto nei momenti di sofferenza. Come far sì che egli sia di continuo il nostro compagno di viaggio?
Se voi vivete la spiritualità dell’unità ed orientate la vostra vita a Gesù abbandonato, lo troverete dappertutto.
Gesù dice: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua». La prima cosa da fare è dunque rinnegare se stessi, attraverso l’esercizio di tutte le virtù. (…)
Ci sono, poi, tanti dolori nella vita: malattie, disgrazie, insuccessi. Anche qui si tratta di scoprire e di amare Gesù abbandonato.
Troviamo il suo volto pure nelle persone deluse, amareggiate, scoraggiate, nei disgraziati, traditi, falliti, negli orfani e nelle vedove… Tutti loro in qualche modo assomigliano a Gesù abbandonato e ciò ci spinge ad amarli.
Troviamo Gesù abbandonato, ancora, nei dolori della chiesa. Ci sono porzioni del popolo di Dio tremendamente colpite dalla persecuzione. (…)
Ma poi ci sono anche tante spaccature nella Chiesa e c’è, soprattutto, la divisione fra i cristiani che fa sì che la chiesa non sia bella come Gesù la voleva. Abbracciando Gesù abbandonato in queste lacerazioni, noi possiamo aiutare a superarle. (…)
Gesù abbandonato ci fa guardare anche ai fedeli delle altre religioni. Gesù è morto per tutti, e quindi dobbiamo amare tutti, mussulmani, buddisti, induisti…, e raccogliere così, come Maria sotto la croce, con un cuore di madre, tutti coloro per i quali Gesù ha dato la vita redimendoli.
E c’è infine tutta la fascia di coloro che non credono. Bisogna amarli, “farsi uno” anche con loro, condividere quei valori che hanno in comune con noi, come la legalità, la libertà, la solidarietà, finché arriverà la fede.
Non è quindi cosa da poco amare Gesù abbandonato. Si tratta di spendere la vita per il mondo intero! Per cui non ci si può certo ripiegare su qualche sofferenza personale. Tutti i dolori del mondo sono nostri, perché siamo cristiani, siamo seguaci di Cristo.
E un programma immenso. E sapete quale ne è l’effetto?
Abbracciando tutto il giorno Gesù abbandonato — questa è un’esperienza del Movimento dei focolari —, avrete il cuore pieno di Spirito Santo. Ed egli vi sarà molto vicino, sarà molto propenso ad aiutarvi. Quando dal petto squarciato di Gesù sono usciti acqua e sangue — dice l’esegesi dei Padri —, si è riversato lo Spirito sulla Chiesa rappresentata ai piedi della croce da Maria e Giovanni. C'è quindi un collegamento fra la croce e lo Spirito Santo.
Al congresso internazionale di seminaristi, Castel Gandolfo, 31.12.98
Se vuoi comunicarci tue impressioni, esperienze, domande, puoi indirizzarle a:
(segue da pag. 30)
scorso, luterani e cattolici hanno firmato solennemente la Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della giustificazione.
Ad accoglierli per quattro giorni è stata la cittadella ecumenica di Ottmaring dove ha avuto sede la segreteria organizzativa del recente avvenimento e che, in fatti d’ecumenismo, vanta una storia ormai trentennale. Sin dal 1968, infatti, qui convivono membri del Movimento dei focolari e della Fraternità evangelica della vita comune, in tutto ca. 150 persone, ed offrono alla cristianità una testimonianza quotidiana di comunione nel vivere insieme il vangelo. Conoscere da vicino le varie espressioni ed attività della cittadella, partecipare ogni sera alla Preghiera ecumenica cui danno vita gli abitanti, assistere — tanti per la prima volta — alla celebrazione della Cena evangelica e venir informati di prima mano sul recente accordo di
Augsburg e sulle prospettive di speranza legate ad esso, ha impresso nei cuori di tutti come un sigillo: una nuova e concreta ansia per l’unità dei cristiani. A contatto con
“il dialogo della vita” che è in atto ad Ottmaring, si è capito con chiarezza che il lavoro per la causa della piena comunione visibile dei cristiani non può rimaner confinato nelle commissioni di esperti né portato avanti unicamente dai responsabili delle chiese, ma che è indispensabile un ecumenismo che coinvolga l’intero popolo cristiano.
La città di Augsburg ne diventa sempre più un simbolo luminoso. A conclusione del secolo, nella serata del 31 dicembre, le due chiese — luterana e cattolica — nel centro-città non hanno dato vita a celebrazioni particolari, ma si sono ritrovati insieme dapprima per la celebrazione dei Vespri nella storica chiesa di St. Ulrich e poi, i giovani, in attesa della mezzanotte, nella cattedrale.
° stato ultimato in questi giorni il video-docu- . mentario Ponte fra Cielo e terra: nuova generazione sacerdotale davanti alle sfide di oggi.
Più che proporre una sintesi dell’omonimo Congresso, il filmato ne presenta la prospettiva di fondo con il linguaggio della cinematografia: Gesù crocifisso ed abbandonato
Un video-documentario
Segreteria internazionale del Movimento gens, c. p. 21, 00046 Grottaferrata (Roma), Italia.
come modello del sacerdote. In una trama vivace e ricca, per 35 minuti si avvicendano interviste e testimonianze a raggio mondiale con immagini che ricordano momenti salienti dell’Incontro, come l’udienza con il Santo Padre e l’incontro-dialogo con Chiara Lubich.
Dopo aver ricordato, in apertura, la fioritura dei nuovi Movimenti ecclesiali come uno dei fattori di speranza per la Chiesa alle soglie del 2000, il documentario si sofferma sulla scoperta di Gesù crocifisso e abbandonato agli inizi del Movimento dei Focolari, per evocare poi, fatti alla mano, i frutti che questo punto-chiave della spiritualità dell’unità va portando nella vita di numerosi sacerdoti e seminaris mondo in cui vengono meno i punti di riferimento, e la via per costruire la comunione ecclesiale anche nelle circostanze più difficili.
. Emerge così l’identità del sacerdote in un
Per far richiesta del video, che sarà tradotto presto nelle principali lingue e che può servire non soltanto nell’ambito dei seminari e della vita sacerdotale, ma anche per cineforum e nella pastorale vocazionale, rivolgersi alla Segreteria internazionale del Movimento gens (contributo spese: Lit. 60.000).
Testo ricavato dalla scansione della rivista: può contenere qualche errore. Per citazioni fa fede la rivista stampata («Leggi sulla rivista»).
Sommario di Gen's 1/2000
- 1Il Giubileo del 2000Enrique Cambòn
- 3«Gesù in mezzo a noi» in prospettiva ecclesialeGérard Rossé
- 7Una città non bastaLia Brunet
- 12La Chiesa chiede perdonoEnrique Cambòn
- 18«Cancellate il debito estero!»Alberto Ferrucci
- 21Johannes HanselmannJoachim Schwind
- 22Storico accordo tra cattolici e luteraniHubertus Blaumeiser
- 23Indulgenze: tema centrale e delicatoEnrique Cambòn
- 24Ecclesia in AsiaSergio Centofanti
- 26Insieme è meglioWolfgang Schneck
- 29Notizie dal mondo dei seminari - 23AA.VV.







