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Una casa anche per i politici

Flash di vita · Gen's 1/2001, pp. 26–27

Redazione (a cura della)

Francesco Ballarini o Una casa anche per i politici

Chiara Lubich propone ai politici italiani un nuovo stile di far politica e mette a disposizione una casa, vicino al Parlamento, dove incontrarsi per approfondire tali rapporti. Ce ne parla l’agenzia Ansa.

Per circa mezz'ora in religioso silenzio davanti ad una timida signora dai capelli bianchi che parlava con disarmante chiarezza del principio della fraternità come base di un “patto” tra maggioranza e opposizione per una Italia migliore.

L'invito ad “amare il partito altrui come il proprio perché il bene del paese ha bisogno dell’opera di tutti” pronunciato da Chiara Lubich, fondatrice dei Focolarini, ad una sala del Refettorio, a San Macuto, strapiena e attenta, ha lasciato i politici presenti entusiasti e un po’ rapiti, certamente storditi e spiazzati.

Davanti a Nicola Mancino e Luciano Violante, Chiara Lubich ha parlato a favore di una politica di comunione centrando il suo intervento sul tema della fraternità come base di confronto anche politico. «Dei tre ideali del grande progetto politico della modernità espressi dalla rivoluzione francese — ha detto Lubich — uno è ancora al punto di partenza. Quelli della libertà e dell’uguaglianza sono stati considerati, e più o meno perseguiti; la fraternità è rimasta del tutto disattesa: fraternità, sinonimo di unità, che è, fra il resto, proprio la finalità del carisma che ci anima».

In sala tanti i politici che ascoltavano la “lezione politica” della fondatrice del movimento presente oggi in 183 nazioni. Chiara Lubich è già stata capace di parlare a uomini di diverse razze ed ideologie, e oggi ha superato a pieni voti anche la prova del confronto con i politici italiani della maggioranza e dell’opposizione, alla fine concordi pienamente, senza riserve, nel lodare l'intervento.

Oltre Violante e Mancino (presidenti rispettivamente di Camera e Senato) in sala c'erano tanti deputati e leader di partito: Castagnetti, Parisi, Mastella, Pisanu, La Loggia, Buttiglione, Selva, Jervolino, Piscitello, il ministro Bordon e il verde Boato, il presidente delle Acli Bobba, Luigi Berlinguer. (…)

A presentare la Lubich (12 lauree honoris causa e 12 cittadinanze d’onore, e candidata al Nobel per la pace) è stata Lucia Fronza Crepaz , ex deputata ed esponente focolarina, come il deputato dei Democratici Giuseppe Gambale, anch’egli presente all’incontro.

«Si vorrebbe proporre a tutti quanti agiscono in politica — ha detto la Lubich — di impegnarsi in questo modo di vivere formulando quasi un patto di fraternità per l’Italia, che metta il suo bene al di sopra di ogni interesse parziale: sia esso individuale, di gruppo, di classe o di partito. Perché la fraternità offre possibilità sorprendenti. Essa consente, ad esempio, di comprendere e far proprio anche il punto di vista dell’altro, così che nessun interesse, nessuna esigenza rimangano estranei». Linguaggio e temi al di fuori della dura realtà quotidiana della politica? No, perché — spiega — «la fraternità consente di tenere insieme e valorizzare esperienze umane che rischiano, altrimenti, di svilupparsi in conflitti insanabili, come le ferite ancora aperte della questione Meridionale e le nuove esigenze del Nord».

Un programma solo per i credenti? Neppure. «Poiché Gesù, per attuare il piano di suo Padre, è morto per ogni uomo, ha originato un legame fra tutti nella possibilità di considerare un Padre comune che fa tutti fratelli. Anche i politici».

Alla fine, un appuntamento per il 24 gennaio aperto a tutti i politici in via dell’ Arciconfraternita dei Bergamaschi a due passi dalla Camera. Un modo per “stimarsi ed amarsi di più”, gettando ponti per la fraternità, per confrontarsi “nel nostro spirito” anche su temi politici. Dopo l’intervento di Chiara Lubich, i politici presenti sono un po” disorientati dalle sue parole, e i commenti vengono tirati fuori a fatica dai giornalisti.

«Queste cose — osserva Clemente Mastella, insolitamente laconico — si praticano, e non si commentano». «Mi ha colpito la profondità e la semplicità delle parole della Lubich — ha detto Pierluigi Castagnetti — che ha fatto un intervento politico e non spirituale, perché ha richiamato lo scopo ultimo della politica, e ha usato un linguaggio costituente, per il riferimento ai valori condivisi».

«Dopo queste parole — ha commentato Beppe Pisanu — sento già la fatica per una campagna elettorale fatta di botta e risposta. Credo che dovremmo competere nel senso di chi risolve meglio i problemi del Paese. Noi ci impegneremo a una campagna impostata sull’individuazione dei problemi e delle soluzioni, senza replicare agli attacchi verbali».

Analogo il proposito di Enrico La Loggia, che si dice “profondamente colpito dall’appello altissimo” della Lubich. «E possibile conciliare contrapposizione politica e fraternità: occorre abbassare i toni e puntare tutto sui contenuti, esponendoli con serenità. Questo permetterà anche ai cittadini di scegliere serenamente».

a cura della redazione

Dialogo con i lettori

A volte mi domando come conciliare una casa bella con la povertà evangelica. Di fron- « te a tanta miseria che c’è nel mondo possiamo permetterci case di un certo livello con la scusa che le nostre abitazioni e i nostri centri di formazione devono essere accoglienti?».

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Testo ricavato dalla scansione della rivista: può contenere qualche errore. Per citazioni fa fede la rivista stampata («Leggi sulla rivista»).

Sommario di Gen's 1/2001 – L’armonia nella casa
  1. 1Sentirsi a casaRedazione (a cura della)
  2. 3Costruire una chiesa oggiCommissione Cei (Confrenza episcopale italiana)
  3. 4L’amore fa casaLuigi Lavalle
  4. 12La casa che accoglieLuigi Lavalle
  5. 15Una casa che racconti la nostra vitaLino D'Armi
  6. 18“Come un celeste piano inclinato”Ave Cerquetti
  7. 20Una chiesa in armonia con l’ambiente e i suoi abitantiBojan Ravbar
  8. 23Vivere la Chiesa nella co-essenzialità dei doni. 2001/56/144 Laicato Convegno del laicato cattolicoRedazione (a cura della), Giovanni Paolo II
  9. 24Convegno ecumenico di vescovi dal PapaRedazione (a cura della)
  10. 25Chiamati a far casaFrancesco Ballarini
  11. 26Una casa anche per i politiciRedazione (a cura della)
  12. 28È possibile una casa povera e bella?Enrico Pepe
  13. 31Come LuiAA.VV.

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