Flash di vita · Gen's 5-6/2004, pp. 118–119
Enrico Molteni
Siamo a Toronto nel Canada in una parrocchia personale di immigrati cinesi impegnati ad incarnare il Vangelo nella loro terra di elezione.
Toronto conta più di due milioni e mezzo di abitanti ed è la città con il maggior incremento di multiculturalità nel mondo. C'è una comunità cinese di ormai circa 450.000 persone sempre in crescita, una comunità italiana anch'essa di circa mezzo milione, seguono poi portoghesi, greci, filippini e altri.
Una parrocchia viva
Ho vissuto per una settimana ospite del parroco della più grande delle quattro parrocchie cattoliche per cinesi in quella città. La domenica partecipano alla messa circa 4.000 persone che affollano la bella e luminosa chiesa durante le sette celebrazioni eucaristiche. Oltre alle messe in cantonese, se ne celebrano una in mandarino e una in inglese.
Partecipando ad alcune messe feriali e ad una delle messe domenicali non ho potuto fare a meno di commuovermi vedendo l’intensità di partecipazione che si esprimeva nel profondo ascolto, nel canto corale di tutti, in atteggiamenti esterni che rivelavano una fede profonda e sincera nell’Eucaristia e nella presenza di Gesù nella Parola e nel ministro che presiede l’assemblea.
La maggior parte di loro sono cinesi venuti da Hong Kong in questo ultimo decennio, lasciando patria, lavoro a volte molto buono e sicuro, amici, ecc. Arrivando qui si sono uniti alla già numerosa comunità cinese e, non senza difficoltà, si sono ambientati in questa società canadese portando molte volte il loro contributo con una efficienza e professionalità notevoli. Qui hanno anche trovato il modo di continuare a vivere la loro fede cattolica inserendosi in queste quattro parrocchie dove, in genere, c’è già una bella vita di comunione fra tutti.
Ho partecipato pure al pellegrinaggio di queste parrocchie al Santuario dei Martiri Canadesi, distante circa due ore di auto da Toronto. Non potrò mai dimenticare quella messa all’aperto e quell’adorazione eucaristica pomeridiana nella quale erano visibili e palpabili la fede e l’amore di tutta una folla per Gesù sentito vivo e presente in mezzo a loro. C’era fra tutti un clima di vera gioia, una fraternità che non veniva solo dal fatto di essere tutti cinesi, ma da qualcosa di più grande che può venire solo dall’alto, dal Padre nostro che è nei cieli.
Nello spirito di comunione
Ma forse l’esperienza più bella l’ho vissuta l’ultimo giorno della mia permanenza a Toronto. Nella casa del parroco, spaziosa e funzionale anche per incontri di vario genere, ogni seconda domenica del mese si incontrano una cinquantina di persone per aiutarsi a vivere la Parola di vita secondo la spiritualità del Movimento dei focolari. La domenica nella quale ho potuto partecipare a questo incontro siamo stati seduti dalla 15.30 alle 18 e devo dire che ho guardato l’orologio una sola volta ed esattamente verso le 17.30, meravigliandomi che fossero passate già due ore.
C’erano dieci persone che venivano per la prima volta a questo incontro. Dopo le presentazioni fatte sotto la guida di una parrocchiana impegnata si è creato subito un clima di famiglia. Il parroco ha aiutato poi tutti a sentirsi coinvolti nell'impegno a vivere la Parola, raccontando qualcosa degli inizi del Movimento, della vocazione di Chiara Lubich alla vita di comunione nel focolare, delle prime Mariapoli. Anch’io ho dato la mia testimonianza raccontando qualche esperienza su come vivere l’amore e l’unità secondo il Vangelo. Poi alcuni di loro che avevano partecipato recentemente a una Mariapoli hanno raccontato la loro scoperta di un nuovo modo di vivere e le loro esperienze concrete secondo il Vangelo.
Particolarmente significative le testimonianze di persone che avevano conosciuto il Movimento dei focolari già a Hong Kong. Alcuni sono emigrati in Canada, lasciando una bella casa e un lavoro molto redditizio; altri vivono a Toronto mentre il marito, per ora, lavora ancora a Hong Kong.
La parola del Vangelo messa a fuoco attraverso la lettura del commento di Chiara Lubich, era: «Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio» (Lc 9, 62). In alcune esperienze raccontate dopo la lettura venivano in luce scelte coraggiose fatte per seguire Gesù senza voltarsi indietro, fidandosi molte volte del suo aiuto, lasciando tutto e trovando poi il “centuplo” da Lui promesso nel Vangelo.
In sintesi mi sono trovato in mezzo a una comunità viva. Ma la mia meraviglia è stata che, terminato ufficialmente l’incontro, abbiamo continuato a stare insieme fin verso le 20.30. Rimanendo nell’atmosfera di fraternità, siamo usciti nel bel prato adiacente alla casa parrocchiale e con una rapidità ed efficienza impressionanti è stata preparata una cena per tutti con i più diversi tipi di cibo fatti alla griglia. A questa gustosissima grigliata si sono aggiunti tanti giovani e bambini, figli delle varie famiglie che avevano partecipato all’incontro. Continuava la conversazione fra tutti, ci si serviva a vicenda attenti ai bisogni degli altri, i giovani giocavano nell’ampio prato.
Era toccante anche un piccolo miracolo delle lingue, dovuto nella prima parte del pomeriggio all’amore concreto di una focolarina che ha tradotto per me e per un’altra focolarina presente, e, nella seconda parte, all’amore reciproco fra un prete italiano e tanti cinesi che si sforzavano di parlare inglese per comunicare. Devo dire che, mentre mangiavo qualcosa ogni tanto, ho parlato inglese per due ore ed era tale la gioia di poter comunicare che non mi sembrava affatto di essermi stancato.
L’esser riusciti a lasciare tutto pulito e ordinato nel prato e nella cucina della casa, il modo di salutarci, la gioia sul volto di tutti erano ulteriori manifestazioni concrete di una comunità parrocchiale che vive quell’amore di cui parla Gesù nel Vangelo.
Enrico Molteni
Tutti abbiamo qualcosa da dare
In un mondo che ha scambiato la felicità con l'avere, scoprire la bellezza del dare valorizza anche l’anziano che, non potendo più svolgere determinate attività economicamente redditizie, ha però tesori ben più preziosi da donare.
Siamo ad Osaka (Giappone) in una parrocchia cattolica, dove è riunito un gruppo di persone che cercano di vivere la Parola di Vita proposta mensilmente dal Movimento dei focolari. All’inizio abbiamo distribuito a tutti la nostra rivista Uno, dove è stampata anche la Parola di vita. Questo mese in fondo alla rivista c'è una pagina, con una serie di fumetti di GiBi e DoppiaW, intitolata Dare.
Durante l’incontro un signore aveva sempre la testa bassa e non si capiva se seguiva o se era assente. Ma verso la fine ha alzato la mano per chiedere la parola. Si è levato in piedi ed ha detto: «Ho compiuto da poco 76 anni. Ormai in parrocchia non ci sono più attività che io possa fare. Allora noi della terza età abbiamo pensato di organizzare qualcosa adatta per la nostra situazione. Abbiamo chiamato una persona esperta nel campo dell’anzianità e abbiamo parlato insieme su questo argomento, sapendo che nessuno potrà evitare questa fase della vita e quindi la necessità di essere curato dagli altri con tanti nuovi problemi come il morbo di Alzheimer ecc.
«Alla fine dell’incontro ci siamo detti: “Certo, d’ora in poi dobbiamo affrontare più seriamente la nostra situazione…”. Ma sentivo dentro di me una certa pesantezza e mi sembrava che prima o poi avrei dovuto accettare di gravare sugli altri. Oggi, però, entrando qui, ho visto il fumetto che comincia così: “Non ci è rimasto più niente da dare?”. Questa domanda rifletteva in pieno il mio sentimento. Man mano. che andavo avanti nel leggere, una luce mi ha riscaldato il cuore ed ho capito che noi anziani abbiamo ancora tanto da dare: il sorriso, il coraggio, il benvenuto. E con grande gioia ho ripetuto le parole del personaggio del fumetto: “Non sapevo di essere così ricco!”. Oggi ho trovato il programma per il resto della mia vita: posso “dare amore” fino all’ultimo momento!».
Testo ricavato dalla scansione della rivista: può contenere qualche errore. Per citazioni fa fede la rivista stampata («Leggi sulla rivista»).
Sommario di Gen's 5-6/2004 – Parrocchia e Movimenti
- 97L’attrattiva della Chiesa-comunioneHubertus Blaumeiser
- 99Parrocchie «vive»Igino Giordani
- 100Un volto missionario alle parrocchieMarangoni Mario
- 105«Abbiamo sciolto le vele»Ottorino Rizzi
- 110Nuove risorse per la vita della comunitàAndré Heijligers
- 114Pastorale missionaria e vita della ParolaEmeterio Castaneda
- 117«Dimenticati da Dio e dagli uomini»Emeterio Castaneda
- 118Cristiani cinesi in CanadaEnrico Molteni
- 120Nella gioia di DioTarcisio Piccolin
- 121Notizie dal mondo dei seminari — 41AA.VV.
- 125Indice analitico 2004







