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Scuole per politici «nuovi»

«Anche la politica ha bisogno di persone aperte all’amore reciproco»

Intervista · Gen's 1-2/2010, pp. 30–34

Marco Fatuzzo

Nella presente intervista, l’attuale presidente internazionale del Movimento politico per l’unità (Mppu), diramazione del Movimento dei focolari, presenta le “Scuole di politica” che vanno nascendo nel mondo, rivolte ai giovani, mostrando tra l’altro le notevoli coincidenze con istanze fondamentali della Caritas in veritate.

Scuole di fraternità e di dialogo

Cosa offrono le Scuole di politica portate avanti dal Mppu?

Quello che ha ispirato il progetto del Movimento politico per l’unità riguardo alle Scuole di formazione politica per i giovani, è la convinzione che l’evoluzione e la tenuta di ogni democrazia non dipendono mai soltanto da riforme istituzionali; ma sono legate anche all’educazione delle persone che nell’immediato futuro di questa democrazia saranno protagoniste e responsabili.

Per poter formare queste persone con una nuova mentalità, capaci di promuovere una società fondata — secondo la coraggiosa proposta appena rinnovata nella CV — sul dono, la fraternità, la reciprocità “trinitaria”, ecc., un aspetto specifico delle nostre Scuole è cercare di costruire una vera e propria “comunità educante”, in cui il tipo di relazione che si stabilisce tra i vari soggetti (docenti, tutor, studenti) riveste un ruolo fondamentale.

Uno degli aspetti di queste nostre Scuole è il dialogo tra generazioni, che costituisce un modo privilegiato per coltivare ideali democratici. E questo uno dei punti fermi del “Progetto Scuole” del Mppu. Queste Scuole intendono prioritariamente educare al dialogo, nel più vasto senso della parola.

Quali altri aspetti fondamentali vi si trovano, sia a livello di contenuti che di metodo?

Tutte queste Scuole condividono un medesimo obiettivo, rispettose delle specificità locali e attente alle domande del contesto in cui sono inserite: approfondire e praticare la politica come amore, come servizio all’unità della famiglia umana; intendono essere un luogo di dialogo, di studio, di sperimentazione, aperto a tutti i giovani che vogliono vivere il presente della propria società in modo attivo, responsabile e generoso.

La proposta formativa si rivolge a giovani dai 18 ai 30 anni, dura due anni e si struttura in cinque moduli per ciascuna annualità; la metodologia integra attività d’aula e laboratori di azione nel territorio, mirati alla città con l’orizzonte della mondialità.

Lo studio tocca i principali nodi del sistema politico a livello locale, nazionale e internazionale (economia, diritto, geopolitica, comunicazione, fondamenti etico-antropologici; cultura politica della fraternità); la matrice culturale è il patrimonio di spiritualità e di prassi del Movimento politico per l’unità.

Inoltre appositi siti web, presenti nei vari Paesi, offrono una piattaforma didattica interattiva, favorendo lo scambio degli studenti fra loro e con i docenti ed i tutor.

Diamo speciale attenzione alla formazione dei tutor, che ovviamente sono fondamentali per creare quel clima e quel tipo di rapporti che siano veramente formativi, in modo che i partecipanti non ricevano soltanto delle belle teorie fondate nella nostra concezione valoriale della politica, ma possano farne un’esperienza concreta già a partire dalle stesse Scuole.

In Argentina, nella cittadella di O°Higgins, si è tenuto nell’aprile 2009 il Seminario formativo annuale per i tutor delle 15 scuole esistenti in quel Paese. Nel novembre dello stesso anno, a Castel Gandolfo, abbiamo svolto il secondo Seminario di formazione per i tutor delle Scuole italiane, con la presenza di 50 partecipanti provenienti dalle più svariate città. In gennaio, presso la cittadella del Movimento dei focolari di Vargem Grande Paulista (Sao Paulo — Brasile), abbiamo tenuto una settimana di formazione per i tutor delle 10 Scuole brasiliane. Un appuntamento è ancora programmato in Corea del sud, dove dal prossimo settembre partirà una prima scuola.

Esistono, ad esempio in Italia da tanti anni, nelle varie chiese locali, Scuole diocesane di formazione alla politica. Avete dei rapporti con esse?

Certamente, abbiamo un’intensa collaborazione e scambio con Scuole diocesane di formazione politica, con Uffici diocesani per la pastorale sociale e con Associazioni ONLUS in collaborazione con le locali Università.

Siamo stati chiamati, sempre più frequentemente, da varie diocesi a condividere la nostra esperienza, a presentare il tipo di formazione che si offre nelle nostre Scuole che — ci dicono — appare loro emblematicamente innovativo. In questi contatti si stabilisce un profondo dialogo reciprocamente arricchente.

Recentemente siamo stati nella Scuola del Patriarcato di Venezia che ha ormai più di 20 anni di vita, e nella diocesi di Ascoli; in precedenza eravamo stati invitati a Siracusa, Albano, Benevento, e un altro appuntamento è già previsto a Viterbo e in altre diocesi italiane.

Un po?’ di storia

È ben noto quanto sia importante conoscere la genesi delle realtà sociali e spirituali, perché come afferma la sociologia, “nell’inizio c’è già tutto”, seppure in germe. Qual è stata la storia delle vostre “Scuole di politica”

fino al giorno d'oggi?

La prima esperienza in seno al Movimento dei focolari, di una Scuola di formazione politica per i giovani (la “Scuola Bucaneve”), risale ai primi anni ’90, a Trento, per iniziativa di Lucia Fronza Crepaz, che all’epoca era parlamentare e che successivamente assumerà la presidenza internazionale del Movimento politico per l’unità.

Una significativa esperienza di Scuole di formazione politica per i giovani prenderà poi l’avvio per iniziativa di Antonio Maria Baggio: un progetto organico che darà vita, a partire dal 1994, ad una rete di 14 Scuole, federate tra loro sotto il nome di “Res Nova” sotto l’egida di una Fondazione. Sono state, per molti anni, una presenza vitale ed emblematica nell’ambito della formazione giovanile all’impegno socio-politico in Italia. Dopo la nascita del Movimento politico per l’unità, pressoché tutte queste Scuole decideranno di divenire “Scuole del Mppu”, ovvero di voler fare riferimento al movimento culturale e vitale in ambito politico cui la fondatrice dei Focolari aveva dato origine.

Di grande valenza, non solo simbolica, è anche una scuola, collegata alla rete delle “Res Nova”, nata ad Haiti. E intitolata a Toussaint Louverture, l’iniziatore della ribellione degli schiavi, la “rivoluzione nera” del 1791, che portò l’ex colonia francese del mar dei Caraibi ad essere una delle prime nazioni delle Americhe a dichiarare la propria indipendenza.

Nel novembre del 2001, ad Innsbruck, durante il Convegno “Mille città per l’Europa”, il sindaco di Napoli chiederà a Chiara Lubich — che in quella circostanza aveva pronunciato un discorso di portata storica (quello in cui definiva la politica come “l’amore degli amori”) —, di far nascere una Scuola di formazione politica per i giovani nella sua città. Chiara coglierà questo appello come una richiesta accorata che le proveniva dal mondo politico, alla quale non poteva sottrarsi. E darà mandato al Centro internazionale del Mppu di elaborare un nuovo progetto di Scuole di politica che rispondesse all’esigenza che promanava dalle città italiane (molte delle quali esprimevano questo bisogno attraverso riconoscimenti civili di varia natura che conferivano a Chiara, quali cittadinanze onorarie od altre benemerenze).

Nel frattempo, anche in diversi Paesi dell’America latina (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay) questa medesima esigenza si faceva pressante e, quando i tempi apparvero maturi e le condizioni lo resero possibile, a partire dal 2004 presero avvio delle Scuole di formazione socio-politica anche in quelle nazioni.

Nel giugno del 2008 (pochi mesi dopo la partenza di Chiara per il Paradiso) il nuovo progetto di Scuole per l’Italia venne definito ed approvato, e dopo un primo Seminario di formazione per i tutor, nell’autunno dello stesso anno partiva il primo ciclo formativo in cinque città (Spoleto, Prato, Genova, Catania, Palermo). Nel 2009 hanno preso l’avvio altre Scuole (Torino, Fossano-Cuneo, Trento), ed altre si preparano a partire (Cagliari, Carpi, Incisa, Crema,…), affiancando la rete delle Scuole italiane alle reti esistenti in Argentina (15 Scuole, giunte al terzo ciclo biennale) e in Brasile (10 Scuole, che iniziano il secondo ciclo).

Chiara Lubich, i giovani e la politica

Naturalmente è decisivo cogliere come ha concepito la formazione alla politica colei che è stata lo strumento di Dio per un nuovo carisma nella Chiesa. Potrebbe dirci qualcosa sul pensiero di Chiara a riguardo?

Chiara Lubich ha sempre tenuto in grande considerazione il dialogo tra la prima e la seconda generazione di quanti hanno condiviso l’ideale dell’unità, nato dal suo carisma. E Maria Voce, la nuova presidente del Movimento dei focolari, ha ribadito recentemente la priorità dell’obiettivo di ricercare il rapporto fra gli adulti e le nuove generazioni.

A Berna, il 4 settembre 2004, Chiara affermava: «Per dare al mondo la fraternità che genera un’unità spirituale, garanzia dell’unità politica, economica, sociale, culturale, non mancano gli strumenti, basta saperli individuare. Uno, la cui efficacia non è ancora del tutto scoperta, è quello dell’apparire nel mondo cristiano, dopo i primi decenni del 900, di decine e decine di Movimenti che come tante reti collegano i popoli, le culture e le diversità: quasi un segno che il mondo potrebbe diventare una casa delle nazioni, perché esso lo è già attraverso queste realtà, pur se ancora a livello di laboratorio».

«Questi Movimenti — continua Chiara — poiché fondati o prevalentemente composti da laici, veicolano un sentito e profondo interesse per il vivere umano con ricadute nel campo civile, cui offrono concrete realizzazioni politiche, economiche, e così via. E sottolinea: “Una loro particolarità è la presenza in essi di moltissimi giovani, garanzia del futuro, che, meno condizionati degli adulti da deludenti esperienze del passato, sanno credere con maggior entusiasmo a ideali veri e ai più grandi ideali».

E più oltre, specifica ancora un’indicazione concreta fondamentale che riguarda proprio le nostre “scuole di politica” pensate per i giovani: «Noi facciamo delle scuole nel mondo, (…) e facendo queste scuole cerchiamo di metter dentro tutta la verità cristiana. (…) C’è un’aspirazione, che è nuova, questa fratellanza universale, questa unità globale. I nostri giovani, per esempio, il loro Movimento lo chiamano “Giovani per un mondo unito”, loro o vedono così o non vedono. È una cosa stupenda! Non riescono a vedere più le cose soltanto frazionate. Per esempio, non so, uno svizzero che fosse nel Movimento nostro, un giovane, lui sa che per arrivare al mondo unito deve amare l’altro, cioè l’altra patria come sé, come la sua (…). Lui fa bella la Svizzera, continua a tirar fuori le belle cose che la Svizzera significa, questa democrazia unica che esiste al mondo. Questo fanno: amano, non si fermano al sé, amano l’altro, anche l’altra patria come sé. È questo il miracolo anche del Vangelo: che prende dentro l’Ut omnes».

La «Caritas in veritate»

Avete trovato nella CV degli elementi concettuali e assiologici, oltre che delle indicazioni pratiche, che vi confermano e incoraggiano in questo senso?

Niente meglio di questa enciclica di Benedetto XVI rende le motivazioni profonde che sottendono l’impegno politico, quelle che nelle Scuole del Mppu si vorrebbero proporre come ideali ai giovani che le frequentano.

Ne riporto soltanto alcuni brani significativi, fra tanti altri possibili, che nel loro insieme potrebbero costituire legittimamente il “manifesto” ideale di queste Scuole.

«La carità è la via maestra della dottrina sociale della Chiesa. (…) Essa dà vera sostanza alla relazione personale con Dio e con il prossimo; è il principio non solo delle micro-relazioni: rapporti amicali, familiari, di piccolo gruppo, ma anche delle macrorelazioni: rapporti sociali, economici, politici» (n. 2).

«Perché piena di verità, la carità può essere dall’uomo compresa nella sua ricchezza di valori, condivisa e comunicata. La verità, infatti, è /6gos che crea did-logos e quindi comunicazione e comunione. (…) Nell’attuale contesto sociale e culturale, in cui è diffusa la tendenza a relativizzare il vero, vivere la carità nella verità porta a comprendere che l’adesione ai valori del Cristianesimo è elemento non solo utile, ma indispensabile per la costruzione di una buona società e di un vero sviluppo umano integrale» (n. 4).

«L'azione dell’uomo sulla terra, quando è ispirata e sostenuta dalla carità, contribuisce all’edificazione di quella universale città di Dio verso cui avanza la storia della famiglia umana. In una società in via di globalizzazione, il bene comune e l’impegno per esso non possono non assumere le dimensioni dell’intera famiglia umana, vale a dire della comunità dei popoli e delle Nazioni, così da dare forma di unità e di pace alla città dell’uomo, e renderla in qualche misura anticipazione prefiguratrice della città senza barriere di Dio» (n. 7).

«Lo sviluppo dei popoli dipende soprattutto dal riconoscimento di essere una sola famiglia, che collabora in vera comunione ed è costituita da soggetti che non vivono semplicemente l’uno accanto all’altro. Paolo VI notava che “il mondo soffre per mancanza di pensiero”. L'affermazione contiene una constatazione, ma soprattutto un auspicio: serve un nuovo slancio del pensiero per comprendere meglio le implicazioni del nostro essere una famiglia; l’interazione tra i popoli del pianeta ci sollecita a questo slancio, affinché l’integrazione avvenga nel segno della solidarietà piuttosto che della marginalizzazione. Un simile pensiero obbliga ad un approfondimento critico e valoriale della categoria della relazione» (n. 54).

L'esperienza delle Scuole del Mppu

Potremmo concludere, purtroppo sempre molto brevemente per questione di spazio, con qualche impressione di “alunni” di queste Scuole nel mondo?

Certo, potrebbero essere numerosissime. Riporto in primo luogo un paio dall’Italia.

Una giovane di Catania, praticante-avvocato: «Il ciclo di lezioni cui ho partecipato è stato molto interessante e mi ha “aperto la mente” su alcune cose che in tutta onestà non conoscevo. Una cosa che molto ho apprezzato è il dialogo che permette il confronto tra le diverse posizioni. Aspetto con impazienza il nuovo ciclo di lezioni nella consapevolezza che saranno altrettanto interessanti!».

E un altro studente di Palermo: «La Scuola di partecipazione a me è servita, serve e, spero, servirà moltissimo. L'esperienza che mi avete dato di fare mi ha aperto un nuovo mondo: è come se vivessi in un’altra vita (dal punto di vista politico): vissuta più pienamente e con maggiore partecipazione».

Concludo, in rappresentazione di tutte le Scuole che si svolgono in altri punti del mondo, raccogliendo il parere di Gabriella, dall’ Argentina: «Ho ventidue anni e studio a Buenos Aires. Dopo la grande crisi del dicembre 2001, come tanti giovani argentini, di fronte al crollo del sistema politico anch’io mi sono sentita derubata del futuro. Appena raggiunta la maggior età, in possesso dei miei tanto attesi diritti di cittadinanza, mi chiedevo: è questa la democrazia? Di chi dobbiamo avere fiducia? Che tipo di rapporto è questo tra società civile e potere pubblico? In queste circostanze, tanti dei miei amici hanno chiuso con la politica.

Da parte mia, ho avuto la possibilità di avvicinarmi al Movimento politico per l’unità, che si era costituito da poco tempo in Argentina. Il coraggio di presentare la fraternità universale come categoria politica per la costruzione di un nuovo progetto di convivenza, mi affascinava sempre di più. Quando ho sentito che cominciavano una Scuola vera e propria di formazione politica, mi sono iscritta.

È un percorso di due anni di studio, in cui approfondiamo il sistema politico, culturale ed economico del nostro Paese, in una prospettiva ampia che guarda all’intera famiglia umana come comunità politica fondamentale, e ciò dà significato anche all’esercizio della cittadinanza nel territorio locale.

I moduli di studio nascono nel nostro contesto, quello argentino, ma non si chiudono lì, perché ci rendiamo conto che la storia del nostro popolo è legata a quella di tutta 1’ America Latina e ci sono relazioni di interdipendenza fortissime che ci chiamano a tessere un progetto di fraternità planetario. Vogliamo imparare a riflettere criticamente sui valori e gli ideali che, intorno a noi, muovono l’azione sociale e politica, e da parte nostra sperimentare la metodologia che nasce dalla fraternità universale.

Le diverse comunità di formazione sono il nucleo portante della Scuola, perché sono lo spazio dove poter applicare quei valori e quelle attitudini che vogliamo proporre: rispetto reciproco, ascolto attento, dialogo senza pregiudizi, disponibilità all’impegno in prima persona, condivisione. Nel mio gruppo, dato che siamo veramente diversi, anche ideologicamente, cerchiamo di ascoltare fino in fondo l’opinione dell’altro: comprendere la sua convinzione è una possibilità che ho di arricchire la mia, perché ognuno di noi ha un contributo da dare al bene di tutti. E se fra noi è possibile, potrà esserlo anche nella vita politica nel nostro Comune, nei partiti, in Parlamento…).

a cura della Redazione

È possibile una pastorale sociale senza essere strumentalizzati politicamente?

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Testo ricavato dalla scansione della rivista: può contenere qualche errore. Per citazioni fa fede la rivista stampata («Leggi sulla rivista»).

Sommario di Gen's 1-2/2010 – «Carità nella verità»
  1. 1Cristianesimo e societàEnrique Cambòn
  2. 3Una vera «rivoluzione dell'amore»Benedetto XVI
  3. 4Economia di comunione nella libertàChiara Lubich
  4. 7Comunione trinitaria e sviluppo socialeEnrique Cambòn
  5. 14Sviluppo: questione radicalmente culturaleAldo Giordano
  6. 22Una diversa logica economicaJuan E. Belderrain
  7. 25Dimensione educativa della Caritas in veritateA. Vincenzo Zani
  8. 30Scuole per politici «nuovi»Marco Fatuzzo
  9. 35Il Vangelo: «codice» della trasformazione socialeMario Benedini
  10. 38Valore teologale dell'impegno per la giustiziaRenzo Beghini
  11. 41I poveri: protagonisti del proprio sviluppoAntonio Bacelar
  12. 44Libri sull’Economia di ComunioneRedazione (a cura della)
  13. 45Notizie dal mondo dei seminariSegreteria internazionale del movimento gens (a cura della)

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