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«Martiri della fraternità»

Testimonianza di tre sopravissuti, ora sacerdoti

Uomini di Dio: icone di Cristo · Gen's 3-4/2010, pp. 56–57

Pasteur Manirambona, Ildephonse Niyongabo, Marc Bigirindavyi

Testimonianza di coraggio, di fraternità e di perdono, nel seminario minore di Buta (Burundi), che rimanda la memoria all’epoca dei martiri e fa apprezzare la perenne vitalità del Vangelo.

Pasteur Manirambona: Sono entrato in seminario all’età di 13 anni. Eravamo nel 1992. Poco dopo nel nostro Paese è scoppiata la guerra civile. Hutu e tutsi si affrontavano.

Anche in seminario eravamo delle due etnie. Sentivamo cose brutte che succedevano dappertutto nel Paese ma questo non ci ha scoraggiati. Aiutati dai nostri educatori e dallo Spirito di Dio, cercavamo di vivere nell’unità e nella fraternità. Leggevamo il Vangelo e lo mettevamo in pratica. Così il seminario minore di Buta è rimasto un piccolo paradiso.

Il 29 aprile 1997 i ribelli avanzavano verso la nostra casa. Come comportarci nel caso di un attacco? «Insieme», ci siamo detti: «Rimarremo uniti». La mattina dopo, alle 5, hanno fatto irruzione nel nostro dormitorio. Hanno cominciato a sparare senza controllo, gridando: «Gli hutu da una parte e i tutsi dall’altra!».

Abbiamo rifiutato di dividerci. Siamo rimasti insieme.

Ildephonse Nivongabo: Io sono stato colpito subito da una pallottola alla gamba destra. Sono finito sotto il letto. Improvvisamente una grande esplosione: avevano lanciato una granata in mezzo a noi. Sono morti di colpo più di 30 ragazzi. Hanno continuato a sparare anche tra i morti e io sono stato colpito da altre pallottole.

In mezzo a questo inferno, i miei compagni morivano, dicendo: «Dio, nostro Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Alcuni, tra cui Pasteur, si sono messi a fasciare le ferite degli altri, rischiando la morte.

Non dimenticherò mai quello che mi ha detto uno dei 40 ragazzi uccisi, Niyonkuru Protais, due minuti prima di morire: «Dobbiamo rimanere uniti!». Ancora oggi questa frase è per me come un testamento.

Sette anni dopo ho rivisto questi ribelli nella parrocchia in cui facevo esperienza pastorale. Il Signore mi ha donato la icone di Cristo grazia di perdonare coloro che avevano sparato su di noi.

Marc Bigirindavyi. Quando avvenne l’attacco al seminario, io ero nell’edificio dei professori. Sono scampato dalla morte solo per miracolo.

Non ero sacerdote, ma insegnante laico. Alla fine del liceo, avevo chiesto al vescovo di ammettermi al seminario maggiore. Ma il giorno in cui dovevo iniziare, si era scatenata in me una grande battaglia: «Questa via è troppo alta per te — mi dicevo — anche all’università puoi essere un buon cristiano e servire Dio».

Così ho cominciato a studiare geografia. Per fortuna, all’università ho incontrato un gruppo di cristiani impegnati. Ci aiutavamo a mettere in pratica la Parola di Dio. Ho cominciato ad andare all’Eucaristia ogni mattina.

Alla fine degli studi, il rettore mi ha chiamato al Seminario di Buta per insegnare geografia.

Ero vissuto con quei ragazzi e avevo condiviso con loro la vita del Vangelo. Vedere come sono rimasti fedeli a Dio al costo della vita mi ha cambiato. Ho ringraziato Dio per questi “martiri della fraternità” e gli ho chiesto di fare anche di me un apostolo dell’amore e dell’unità.

Quello stesso anno sono entrato nel Seminario maggiore e nel luglio 2004 sono diventato sacerdote.

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Testo ricavato dalla scansione della rivista: può contenere qualche errore. Per citazioni fa fede la rivista stampata («Leggi sulla rivista»).

Sommario di Gen's 3-4/2010 – Sacerdoti oggi
  1. 51Sacerdoti per l’umanità di oggiEnrique Cambòn, Marco Schrott
  2. 53Sacerdoti, uomini di comunioneCard. Tarcisio Bertone
  3. 55È importante che cosa sei, non tanto che cosa faiBenedetto XVI
  4. 56«Martiri della fraternità»Pasteur Manirambona, Ildephonse Niyongabo, Marc Bigirindavyi
  5. 58Ben più che operatori socialiMons. Joseph Grech
  6. 60«Gesù mi chiedeva: mi ami?»Brendan Purcell
  7. 62«Perché la notte era così lunga?»Helmut Kappes
  8. 63«La tua piccola scintilla accenderà un grande fuoco»Christian Dias Yepes
  9. 65«Il vero vescovo è Gesù»Card. Stefano Kim
  10. 66Tutto crolla oggi?Silvano Cola
  11. 67Come il PellicanoGen Verde (gruppo musicale)
  12. 69La fede libera dalla solitudine e unisceBenedetto XVI
  13. 70L’identità dei presbiteri: una molteplice trama di rapportiMons. Ignazio Sanna
  14. 72Pietra su pietra: la forza della comunioneMário Spaki
  15. 74Senza famiglia?Imre Kiss, István Kopasz
  16. 76«Far casa» ai sacerdotiDante Sementilli, Franco Quattrociocchi
  17. 78Cellule vive che testimoniano DioLászló Pósa
  18. 81Nel seme è presente il futuroBenedetto XVI
  19. 82Portare Dio a chi non lo conosceChiara Lubich
  20. 83Presbiteri per un mondo nuovoJosef Kentenich
  21. 84Discepoli e missionariCard. Francisco Javier Errázuriz
  22. 86L’agire di Dio nella nostra comunitàKurt Faulhaber
  23. 88«E voi tutti siete fratelli…»Ruedi Beck
  24. 90Una città si trasformaMario Cataldi (a cura di), Alessandro Cappella (a cura di)
  25. 92«Send us forth»Gen Verde (gruppo musicale)
  26. 96Per una rinnovata PentecosteCard. Claudio Hummes
  27. 98«Sacerdoti oggi»Hubertus Blaumeiser (a cura di), Tonino Gandolfo (a cura di), Enrico Pepe (a cura di)
  28. 102«Dove andare Santità? In quale direzione?»Benedetto XVI
  29. 109«Non brancoliamo nel buio. Dio ci ha mostrato la via»Benedetto XVI
  30. 114«Preti in un mondo che cambia»Enrique Cambòn
  31. 116Indice del numero

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